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pubblicato il 24/dic/2013 17:27

Papa: anche a Natale chiede attenzione a ultimi e niente consumismo

Papa: anche a Natale chiede attenzione a ultimi e niente consumismo

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 24 dic - Un Natale 'low cost' senza troppe spese e ancor meno rumore ma con il cuore aperto al Gesu' povero che decide di condividere la sorte dell'umanita'. Cosi' papa Francesco chiede di vivere le festivita' natalizie: con l'animo aperto, vigilante e in pellegrinaggio, indifferente ed ''errante'', senza cioe' una meta piu' alta e che porti oltre il piu' vicino centro commerciale.

Il pontefice chiede di non dimenticare gli ''ultimi'', i poveri, coloro che sono abbandonati. Il Natale puo' essere festeggiato senza eccessi e un primo segnale lo ha dato lo stesso Francesco con il presepe in piazza San Pietro. Il papa ha chiesto, infatti, di non destinare cifre notevoli, come accadeva in passato, alla raffigurazione della Nativita' in piazza San Pietro ed e' stato ''straordinariamente contento'', ha riferito l'arcivescovo di Napoli, di ricevere in dono proprio dalla Chiesa campana un presepe partenopeo, di fatto, anche questo 'low cost'.

'Francesco 1223-Francesco 2013', e' il titolo scelto per questo presepe nel primo Natale di papa Francesco. Sedici pastori, vestiti con abiti tipici del settecento napoletano, fanno da qualche giorno da cornice alla scena che rievoca la nascita del Bambino Gesu', mentre il paesaggio rappresenta un luogo tradizionale della ''Campania felix'', tanto cara ai romani.

Ma per comprendere il 'Francesco-pensiero' sul Natale, bisogna fare un passo indietro di qualche mese quando Bergoglio era ancora solo l'arcivescovo di Buenos Aires. Il Natale da papa oggi sara' leggermente diverso, come annota la giornalista Silvina Premat sul quotidiano argentino 'La Nacion' e ripresa da Alver Metalli (ex alunno di Bergoglio) su ''Terre d'America'' rievocando gli ultimi Natali di Bergoglio cardinale. Un cambiamento che parte dagli stessi invitati.

''Negli ultimi anni Bergoglio ha condiviso la 'Nochebuena' con Claudio Epelman, direttore del Congresso ebreo latinoamericano e Alberto Zimerman, pro-tesoriere della Delegazione delle associazioni israelite argentine (DAIA)''.

Finita la messa gli invitati e le consorti si trasferivano dalla prima fila alla sacrestia, invitati dal cardinal Bergoglio a consumare ''una modesta cena: bibite e tramezzini di formaggio senza prosciutto per rispettare le consuetudini ebraiche''. E li' aveva luogo anche il brindisi natalizio.

Su come, invece, trascorresse il giorno di Natale le versioni si dividono. Bergoglio, scrive Alver Metalli, avvertiva che non sarebbe stato in casa e chiedeva che la messa del giorno di Natale la celebrasse il vicario generale.

''Poi - ha spiegato una persona vicina all'arcivescovo - venivamo a sapere che era andato a visitare i carcerati di una qualche prigione, degli ammalati in qualche ospedale o qualche quartiere povero''.

Ecco spiegato perche' per Francesco il Natale deve essere trascorso pensando a chi lo festeggera' senza festa, ne' allegria, o addirittura sfiorando la morte mentre Gesu' viene alla vita, per il solo fatto di essere cristiano e di voler pregare in questa notte dentro una chiesa. Per tutti loro, riferisce Radio Vaticana, ci sara' certamente il pensiero del papa, che non li dimentichera' come dimostra la preghiera dei fedeli della notte di Natale, dedicata in particolare ai perseguitati a causa della fede perche' possano ricevere ''forza dall'Incarnazione del Verbo di Dio che dona salvezza dai nemici''.

''Siamo in attesa o siamo chiusi'? - ha detto Francesco nell'ultima omelia della messa a Santa Marta prima dell'inizio delle feste - Siamo vigilanti o siamo sicuri in un albergo, lungo il cammino e non vogliamo piu' andare avanti'? Siamo pellegrini o siamo erranti'? Per questo la Chiesa ci invita a pregare questo 'Vieni', ad aprire la nostra anima e che la nostra anima sia, in questi giorni, vigilante nell'attesa''.

Non dimenticare gli ultimi, e' il chiodo fisso di Bergoglio e tra questi, ma solo per una questione di successione pontificia, c'e' Ratzinger. Come non rammentare un vicino di casa cosi' illustre e che per anni ha condotto la barca della Chiesa tra tempeste e burrasche.

Francesco, anche per questo, ha fatto visita al papa emerito, per fargli gli auguri di Natale. Una breve preghiera insieme nella Cappella dell'ex monastero 'Mater Ecclesiae' dietro le Mura Leonine e poi mezz'ora d'incontro privato in una sala della residenza. Un semplice scambio di auguri o forse anche qualcosa di piu', considerato che il 2014 per papa Francesco sara' pieno d'impegni e insidie: vedi la Riforma della Curia romana, il Concistoro, lo Ior e le finanze vaticane e il Sinodo sulla Famiglia. Francesco potrebbe aver chiesto a Benedetto XVI dei piccoli suggerimenti su come e dove condurre la Chiesa nei prossimi anni.

dab/gc

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