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pubblicato il 04/ott/2013 19:59

Papa: ad Assisi chiede Chiesa 'spoglia' da mondanita' e attenta a poveri

Papa: ad Assisi chiede Chiesa 'spoglia' da mondanita' e attenta a poveri

(ASCA) - Assisi, 4 ott - La Chiesa deve spogliarsi come fece il Poverello di Assisi di ogni atteggiamento di mondanita' per guardare sempre piu' agli ultimi e ai bisognosi, senza troppe parole ma con la testimonianza di vita dei cristiani.

Questo il messaggio di papa Francesco da Assisi dove ha trascorso circa 12 ore intensissime, rispettando tutti gli innumerevoli impegni previsti in agenda ma senza mai sottrarsi al contatto con le persone e all'abbraccio, anche fisico, con quanti lo hanno incontrato.

E questo e' stato uno dei piccoli 'miracoli' di questa visita, temuta dall'organizzazione vaticana proprio per l'intensita' e le scadenze ravvicinatissime che lo stesso papa ha voluto. Una 'scaletta' di appuntamenti senza un momento di sosta e di riposo per il papa e che si e' concluso con un nuovo bagno di folla, tra i circa 50 mila giovani che hanno gremito il piazzale antistante la basilica di Santa Maria degli Angeli dove il papa si e' intrattenuto in preghiera nella Porziuncola, il luogo fisico della conversione di San Francesco. Il papa e' addirittura giunto in anticipo, intorno alle 7.30, ad Assisi e si e' subito tuffato in un toccante incontro con i bambini disabili e ammalati ospiti dell'Istituto Serafico - una sessantina - accompagnato dagli 8 cardinali recentemente nominati perche' lo aiutino nella guida della Chiesa e dal vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino. Qui ha messo da parte il discorso preparato per parlare a braccio, come poi ha fatto negli altri appuntamenti.

La strage di migranti di ieri a Lampedusa ha fatto da triste sfondo ad una giornata di festa per l'intera Umbria.

E' stato lo stesso Bergoglio, quasi all'inizio della visita, a parlare, infatti, di ''giorno di pianto'' ricordando che e' ''tanta la gente che deve fuggire dalla schiavitu' e dalla fame cercando la liberta'''. Viaggi che spesso si concludono, ha fatto notare con tristezza, ''nel dolore'' come quando queste persone, ha ricordato, ''trovano la morte come accaduto ieri a Lampedusa''.

Il papa si e' rivolto poi alla Chiesa e ai credenti chiedendo a questi di ''spogliarsi'' di un male che li affligge: quello della mondanita'. Nella Sala della Spogliazione, dove Francesco abbandono' tutti i suoi beni per abbracciare la poverta' evangelica, il papa si e' chiesto, infatti, ''di che cosa deve spiogliarsi'' oggi la Chiesa.

Aggiungendo: ''la Chiesa oggi corre un pericolo gravissimo che minaccia ogni persona nella Chiesa. Il pericolo della mondanita''' che, ha aggiunto, ''porta all'orgoglio. Questo e' un idolo non e' Dio. E' l'idolatria oggi il peccato piu' forte''.

Il papa ha poi detto che la Chiesa non sono i ''preti, le suore, i cardinali o il papa'' ma, ha ripetuto, ''la chiesa siamo noi tutti. E tutti dobbiamo spogliarci della mondanita' che non e' nello spirito delle beatitudini. La mondanita' ci fa male ed e' triste trovare un cristiano mondano, sicuro di quella sicurezza che da' la fede e la sicurazza che da' il mondo''. Presenti ad Assisi anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, il premier Enrico Letta e il ministro per lo Sviluppo Flavio Zanonato. A loro e' sembrato anche rivolgersi quando ha chiesto alla politica di ''mettere al centro dell'attenzione le persone piu' svantaggiate. A volte invece - ha notato - le famiglie si trovano sole nel farsi carico di loro''. Lo stesso e' accaduto dopo la messa nel piazzale della Basilica Inferiore, quando si e' accesa la fiaccola per l'Italia. ''Preghiamo per la Nazione italiana, perche' ciascuno lavori sempre per il bene comune, guardando a cio' che unisce piu' che a cio' che divide'', e' stata la sua preghiera. La giornata assisana di Bergolgio e' stata anche, naturalmente, dedicata alle tappe francescane con la visita silenziosa e orante nel Santuario di San Damiano prima, nella sala della Spoliazione e davanti alle tombe di Francesco e Chiara.

La visita e' stata chiusa dall'incontro, sempre festoso e intenso con i giovani. A loro si e' rivolto il papa mettendoli in guardia da egoismo e cultura della provvisorieta'. Un incontro nel quale non sono mancate anche le battute. Cosi' quando il papa, per spiegare ai giovani come risolvere uno dei problemi che affliggono la societa' di oggi con il ''prevalere della cultura del provvisorio'' ha raccontato un episodio. ''Quando viene - ha detto - da me una mamma che mi dice: 'padre, ho un figlio di 30 anni e non si sposa, non si vuole decidere. Ha anche una bella fidanzata, ma non si sposano', io le rispondo: 'signora, non gli stiri piu' le camicie!''. gc/

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