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pubblicato il 21/mar/2015 15:13

Papa a Poggioreale: troppo spesso detenuti in condizioni indegne

Francesco pranza con 90 detenuti, tra cui trans e malati di Hiv

Papa a Poggioreale: troppo spesso detenuti in condizioni indegne

Napoli, 21 mar. (askanews) - "Cari fratelli, conosco le vostre situazioni dolorose: mi arrivano tante lettere - alcune davvero commoventi - dai penitenziari di tutto il mondo. I carcerati troppo spesso sono tenuti in condizioni indegne della persona umana, e dopo non riescono a reinserirsi nella società. Ma grazie a Dio ci sono anche dirigenti, cappellani, educatori, operatori pastorali che sanno stare vicino a voi nel modo giusto". Così Papa Francesco nel discorso consegnato ai carcerati di Poggioreale.

Papa Francesco oggi ha pranzato con un gruppo di detenuti nella cappella del carcere di Poggioreale, nel corso della sua visita a Napoli.

Il pranzo, preparato dai carcerati che lavorano presso le cucine dell'istituto, prevedeva il seguente menù: maccheroni al forno, arrosto con patate e ricco buffet di dolci napoletani. La tavolata che ospita il banchetto è stata allestita all'interno della chiesa dell'istituto penitenziario e sono 90 i reclusi scelti per il pranzo. Tra questi anche dieci persone ospitate nel reparto riservato a transessuali, omosessuali e malati di Hiv. Il Papa era al centro di una tavolata di 12 detenuti e aveva vicino un detenuto argentino e di fronte il provveditore delle carceri.

I detenuti fortunati sono stati sorteggiati tra i 1.900 che accoglie la struttura carceraria napoletana. A Poggioreale, ad aspettare il Papa c'era anche una rappresentanza di reclusi degli istituti penitenziari di Secondigliano, dell'Opg di Napoli e dell'istituto minorile di Nisida.

Il Papa è stato accolto dal direttore della Casa Circondariale "Giuseppe Salvia", Antonio Fullone, dal comandante, Gaetano Diglio, e dal cappellano, don Franco Esposito. Lungo il corridoio che conduce alla cappella, Papa Francesco ha salutato rappresentanti della direzione, della polizia penitenziaria e dei dipendenti della Casa Circondariale. Dopo il pranzo, lo scambio dei saluti: a quanto si apprende, tanto i due carcerati scelti per i saluti introduttivi, Claudio e Pasquale, quanto il Papa non hanno pronunciato i discorsi introduttivi ma li hanno consegnati.

"Ci sono alcune esperienze buone e significative di inserimento", ha inoltre sottolineato Jorge Mario Bergoglio, nel suo discorso consegnato ai detenuti. "Bisogna lavorare su questo, sviluppare queste esperienze positive, che fanno crescere un atteggiamento diverso nella comunità civile e anche nella comunità della Chiesa. Alla base di questo impegno c'è la convinzione che l'amore può sempre trasformare la persona umana. E allora un luogo di emarginazione, come può essere il carcere in senso negativo, può diventare un luogo di inclusione e di stimolo per tutta la società, perché sia più giusta, più attenta alle persone".

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