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pubblicato il 07/gen/2014 12:31

Papa: 24-26 maggio in Terra Santa. Nunzio Israele, portera' speranza

Papa: 24-26 maggio in Terra Santa. Nunzio Israele, portera' speranza

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 7 gen 2014 - ''Sara' per tutti un grande momento di speranza''. Cosi' l'arcivescovo Giuseppe Lazzarotto, nunzio apostolico in Israele e delegato apostolico in Gerusalemme e Palestina, ha commentato all'agenzia Sir la prossima visita di papa Francesco in Terra Santa in programma dal 24 al 26 maggio. Riferendosi all'annuncio dato domenica dallo stesso pontefice, mons.

Lazzarotto ha ricordato che ''papa Bergoglio vuole fare in questo viaggio memoria dell'incontro, 50 anni fa, tra Paolo VI e il patriarca Atenagora. Lo stesso Paolo VI defini' quell'abbraccio un 'colpo di aratro' che seppe dissodare il terreno, allora duro, del dialogo. E' bene ricordare, infatti, che quell'incontro porto', un anno dopo, alla dichiarazione comune che cancellava le scomuniche reciproche risalenti a quasi mille anni prima, quelle che avevano aperto il Grande Scisma tra Chiesa d'Oriente e Chiesa d'Occidente''.

Per il rappresentante pontificio ''questa visita aprira' ulteriori nuovi solchi, sperando che il terreno lavorato in maniera nuova e diversa, possa produrre un raccolto piu' abbondante''. ''Il Santo Padre - ha concluso Lazzarotto - vuole rinnovare quell'impegno. L'aratro del dialogo deve continuare a lavorare. I frutti saranno anche di giustizia e di pace.

Dobbiamo essere seminatori di speranza.

E' cio' che il Papa vuole fare. Sperare e dialogare e' l'unico modo per raggiungere l'obiettivo della pace''. Dal canto suo, il patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, ha detto, sempre al Sir, che il pellegrinaggio papale ''sara' una visita di preghiera ma una dimensione un po' sociale e politica e' innegabile soprattutto per quel che riguarda la riflessione sul Medio Oriente e sulla vita delle comunita' ecclesiali locali. Gli sforzi di papa Francesco per donare la pace a questa regione, uniti a quelli di sovrani come il re giordano Abdallah, sono evidenti e continui'' spiega il patriarca ricordando anche le centinaia di migliaia di sfollati e rifugiati siriani che si trovano in Giordania e nei Paesi vicini. ''Speriamo - aggiunge - anche che dopo 65 anni di violenza e di occupazione, israeliani e palestinesi possano trovare vie di giustizia e vivere in pace''.

dab/res

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