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pubblicato il 01/ott/2013 09:56

Palermo: smantellato sistema scommesse illegali a ippodromo La Favorita

Palermo: smantellato sistema scommesse illegali a ippodromo La Favorita

(ASCA) - Palermo, 1 ott - Allo storico ippodromo palermitano ''La Favorita'' ha operato per diverso tempo un sodalizio criminale dedito alla raccolta di scommesse clandestine su gare ippiche, che ha alimentato un circuito parallelo a quello regolare ed ufficiale, con un giro d'affari completamente ''in nero'', quantificato in piu' di mezzo milione di euro, nell'arco di due anni.

E' quanto ha scoperto - riferisce una nota - la Guardia di finanza di Palermo alla fine di quasi 2 anni anni di indagini, coordinate dalla procura del capoluogo siciliano che ora ha chiesto il rinvio a giudizio per 18 indagati, tutti residenti nella provincia di Palermo, i quali, a seconda dei ruoli rivestiti, sono chiamati a rispondere di reati puniti con pene che vanno dai tre mesi di arresto fino a 7 anni di reclusione, in particolare per i delitti di associazione per delinquere (contestata a 7 soggetti) e di organizzazione di scommesse abusive su competizioni sportive, nonche' (nel caso di 8 imputati) per la partecipazione a tali scommesse.Diversi imputati risultano gravati da denunce e precedenti penali, anche di carattere specifico, e quindi recidivi.

L'indagine era partita nel 2010 a seguito delle segnalazioni di enti per l'organizzazione delle corse dei cavalli che avevano constatato una notevole diminuzione, rispetto agli anni precedenti, delle puntate risultate, in alcuni mesi, fino al 40% inferiori alla media abituale.

Intercettazioni telefoniche, appostamenti e riprese video con telecamere nascoste hanno permesso di accertare i numerosi incontri tra allibratori abusivi e scommettitori.

Pochi minuti prima dell'inizio delle corse ippiche, gli scommettitori abituali, anziche' effettuare le puntate presso gli sportelli abilitati, si rivolgevano a soggetti che raccoglievano clandestinamente il denaro in contante.

I clienti del circuito illegale, attratti dalle quote di vincita piu' alte di quelle praticate dalla rete autorizzata, ammontavano a circa 15/20 per ogni evento sportivo: per una media di sette corse, l'organizzazione raccoglieva complessivamente un centinaio di scommesse. Durante le pause tra una gara e l'altra, gli organizzatori si riunivano fra di loro per ''dividersi'' i proventi.

In base al regolamento delle scommesse equine il numero di puntate determina il cavallo ''favorito''. Pertanto, l'attivita' clandestina ''parallela'' non solo ha determinato un calo della raccolta legale e autorizzata delle scommesse sulle gare ippiche, ma ha anche causato un'alterazione nel corretto funzionamento di quest'ultima, condizionando in modo indiretto i pronostici delle corse.

com-stt/sam/rob

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