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pubblicato il 06/nov/2014 13:49

Orsa Daniza, il racconto del forestale: "Questa la vera storia"

Alberto Stoffella ha partecipato a cattura orsa problematica

Orsa Daniza, il racconto del forestale: "Questa la vera storia"

Trento, (askanews) - Una vita in difesa dell'ambiente e del territorio del Trentino, con un occhio di riguardo agli animali, orsi compresi. Alberto Stoffella è un forestale della Provincia autonoma, punto di riferimento per gli abitanti della val Rendena: quando hanno un problema chiamano lui, che più di tutti conosce la zona e chi la abita. Conosce bene anche la storia di Daniza, l'orsa rimasta uccisa in un tentativo di cattura l'11 settembre: ha seguito di persona tutte le tappe della sua vita in Trentino, dall'arrivo dalla Slovenia nel 2000 per il progetto Life Ursus, alla fallita cattura: quel giorno lui c'era. "Daniza rientrava tra gli orsi problematici: nel periodo in cui aveva la prole in più situazioni ha fatto dei falsi attacchi verso persone che ha incontrato. Predava con una certa frequenza gli animali domestici nelle vicinanze dei centri abitati".

L'ordinanza dell'amministrazione provinciale è scattata dopo l'aggressione a un cercatore di funghi: Daniza si era già dimostrata molto confidente nei confronti dell'uomo, ed era stata catturata tre volte. La tecnica utilizzata è stata il free ranging, cioè l'uso di un fucile che spara il narcotico. "Una cattura è sempre un'operazione pericolosa, quindi ci sono sempre dei rischi e questo è normale: si cerca di minimizzarli ma inevitabilmente qualcosa va storto".

Dopo la morte di Daniza l'attenzione si è concentrata sui due cuccioli più piccoli, che sono monitorati di continuo: Staffella assicura che in vista dell'inverno non sono in pericolo di vita. "Passata la metà estate i piccoli riescono ad alimentarsi da soli, conoscono il territorio e hanno un'altissima probabilità di sopravvivenza".

Per il monitoraggio degli orsi e la dissuasione degli animali problematici il Corpo forestale del Trentino utilizza i cani di razza laica europea e sfrutta al massimo la tecnologia: il numero viene stabilito in base alle analisi genetiche dei reperti organici trovati sul territorio.

(per le immagini si ringrazia l'archivio fotografico Servizio Foreste e fauma della Provincia autonoma di Trento)

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