lunedì 16 gennaio | 23:52
pubblicato il 16/giu/2011 19:36

Omicidio Rea/ Sfogo Parolisi: Ho tradito, ma non l'ho ammazzata

'Basta insinuazioni, voglio la verità:non mi fido più di nessuno'

Omicidio Rea/ Sfogo Parolisi: Ho tradito, ma non l'ho ammazzata

Roma, 16 giu. (askanews) - "Ho tradito mia moglie ma non l'ho ammazzata". Intervistato dalla trasmissione di Retequattro 'Quarto Grado' (in onda domani sera), Salvatore Parolisi si sfoga sulle indiscrezioni trapelate dalle indagini sulla morte della moglie Melania e sulle voci sulle relazioni che ha avuto con altre donne. "Ora basta con queste storie del tradimento. Ho dichiarato a tutta l'Italia di aver tradito mia moglie. Da quando è uscita fuori questa cosa del tradimento sono diventato l'ultima persona sulla faccia della terra. Mi si accusa sempre, ma di cosa? Basta. Il tradimento non è un reato", dice in diversi passaggi dell'intervista. Parolisi chiarisce poi il particolare del cellulare buttato vicino il campo sportivo di Folignano, telefonino usato per parlare con l'ex fiamma Ludovica: "Sì, sì, l'ho buttato lì. Ma non ha un senso per me. Basta con queste insinuazioni nei miei confronti. Me ne sono liberato di quel telefono, non l'ho spaccato. L'ho buttato perché volevo staccare da tutte queste accuse che mi stanno facendo. Non l'ho spaccato, non ho tolto la scheda. Me ne sono semplicemente liberato per non avere più nessun legame con questa storia. Non è mai stato acceso e usato. Una persona viene messa alla berlina. Basta con queste storie, basta". Sull'arresto nei giorni scorsi in un'operazione anticamorra di Laura Titta, la soldatessa che nel periodo in cui il marito di Melania faceva l'istruttore frequentava il corso nella stessa caserma, Parolisi spiega di non ricordare "di aver mai conosciuto questa ragazza, ne posso dire che sia stata una mia allieva o meno. Il cognome non mi dice niente". "Non sono il play-boy della situazione. Le ragazze vanno lì per fare un lavoro, per diventare dei militari", continua l'uomo sulle voci sulle sue relazioni con le soldatesse: "Facciamo fare agli inquirenti il loro lavoro, senza mettere altra confusione. Io voglio la verità come tutta la famiglia. Portateci chi è stato, però senza degenerare. Gira sempre tutto intorno a me. Io già vivo di rimorsi per quello che ho fatto a mia moglie, l'ho tradita. Può essere il mio migliore amico, può essere stato chiunque. Non stanno facendo altro che mettermi solo dubbi in testa adesso non mi fido più di nessuno, nemmeno del mio migliore amico", conclude Parolisi a Quarto Grado.

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