lunedì 23 gennaio | 02:14
pubblicato il 22/ago/2011 16:00

Omicidio Rea/ Riesame, Parolisi parla e conferma sua versione

Il militare rompe il silenzio, ma nessuna novità

Omicidio Rea/ Riesame, Parolisi parla e conferma sua versione

L'Aquila, 22 ago. (askanews) - Salvatore Parolisi parla per la prima volta, da quanto è indagato per l'omicidio della moglie Melania Rea, di fronte ai magistrati, rompe il silenzio nel quale si era trincerato, ma ai giudici del Tribunale del Riesame dell'Aquila non dice nulla di nuovo, anzi conferma la propria versione dei fatti: il 18 aprile, era a Colle San Marco con la moglie e la figlia, poi Melania è scomparsa. Il caporalmaggiore dell'esercito ha parlato per circa quindici minuti di fronte al collegio del Riesame, presieduto da Giuseppe Romano Gargarella, che dovrà decidere sulla richiesta di scarcerazione presentata dai suoi difensori. Il militare ha ribadito quanto affermato di fronte ai magistrati ascolani, che lo ascoltarono come persona informata sui fatti, prima di concentrare i sospetti su di lui e indagarlo, e ha di nuovo sostenuto di essersi recato, il 18 aprile, insieme alla figlia e alla moglie Melania a Colle San Marco. Parolisi ha confermato di aver perso le tracce della moglie dopo che questa si era recata al bar per andare in bagno e portargli un caffè. Poi, visto che la donna tardava si è allarmato e ha chiesto aiuto alle persone che in quel momento si trovavano sul pianoro. Due giorni dopo, il 20 aprile, Melania è stata trovata morta a Ripe di Civitella, massacrata con 35 coltellate e secondo l'autopsia di Adriano Tagliabracci, medico legale nominato dalla procura ascolana, prima titolare dell'inchiesta, Melania è stata uccisa il giorno stesso della sua scomparsa il 18 aprile, in quella pineta. Salvatore Parolisi è arrivato questa mattina intorno alle 9.20 nell'aula D del Tribunale del Riesame dell'Aquila a Bazzano dove si trova ancora al momento. Il Riesame dovrà decidere in merito all'ordinanza di custodia cautelare in carcere ai danni di Parolisi, stabilendo se questi dovrà essere liberato o dovrà rimanere nella casa circondariale di Castrogno, oppure potrà eventualmente stabilire anche i suoi arresti domiciliari.

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