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pubblicato il 29/ott/2014 20:03

Omicidio Ceste, legali famiglia: Elena non soffriva depressione

"Nessun familiare ha mai pensato potesse avere intenti suicidi"

Omicidio Ceste, legali famiglia: Elena non soffriva depressione

Torino, 29 ott. (askanews) - Il giallo della morte dei Elena Ceste resta fitto e i legali della famiglia escludono che la donna, scomparsa a gennaio e il cui corpo è stato ritrovato solo pochi giorni fa in un canale, non lontano da casa, a Costigliole d'Asti, fosse depressa, o avesse manifestato propositi suicidi.

"Nessuno della famiglia ha mai pensato che Elena potesse avere propositi suicidi - ha detto l'avvocato Deborah Abate Zaro - nè si sono mai accorti di un disagio tale che potesse portare a un gesto di questo genere". La donna non avrebbe sofferto neppure di depressione "Non ci risulta uno stato depressivo - ha osservato Carlo Tabbia - aveva ancora fatto le feste di Natale e di capodanno assieme alla famiglia in una situazione di assoluta normalità".

Dopo il pm Laura Deodato, che conduce l'inchiesta, anche i legali dei familiari della donna, Carlo Tabbia e Deborah Abate Zaro, hanno sottolineato, in conferenza stampa, che sarà difficile conoscere come è morta Elena Ceste, anche se probabilmente si potrà escludere qualche ipotesi. I legali hanno nominato come consulente il medico legale Roberto Testi il quale "condivide ciò che dice il procuratore. Ci ha riferito che sarà possibile forse escludere alcune cose, piuttosto che affermarne con certezza altre". Comunque "sono in corso gli approfondimenti autoptici".

Inoltre gli avvocati hanno ribadito la posizione della famiglia nei confronti del marito di Elena, Michele Buoninconti, indagato per omicidio: "Hanno fiducia in Michele e nella magistratura, e Non c'è contraddizione. Michele è indagato e la famiglia ha fiducia nelle indagini della magistratura". Buoninconti è stato raggiunto da un avviso di garanzia per omicidio e occultamento di cadavere: "Non conosciamo gli atti diventa difficile esprimere un'opinione - ha detto l'avvocato Abate Zaro - non è cambiato nulla con l'avviso di garanzia, le indagini sono in corso. Quando leggeremo gli atti noi e la famiglia forse potremo mutare opinione. Ora è impossibile, è immutata la situazione".

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