domenica 26 febbraio | 13:33
pubblicato il 08/lug/2013 13:38

Ocse: Europa prima donatrice di aiuti al commercio. Italia in calo

(ASCA) - Roma, 8 lug - L'Europa, nonostante la crisi che colpisce numerosi suoi Paesi membri, si conferma il principale sostenitore globale del programma di Aiuti al Commercio promosso da Ocse e Wto, di cui si presentano oggi i risultati a Ginevra.

I dati contenuti nel Rapporto Aid for trade at a Glance 2013 mostrano, infatti, che l'Europa ha destinato all'Aid for trade 9,5 miliardi di dollari, cioe' il 32% dell'ammontare globale. I commissari europei allo sviluppo, Andris Piebalgs, e al commercio, Karel De Gucht, presenti a Ginevra al lancio dei dati, sottolineano che ''dal 2008 l'Europa e' il principale donatore di fondi per la facilitazione al commercio, assicurando da sola il 59% dei fondi, mentre gli impegni rispetto all'assistenza al commercio e' cresciuta del 7,9% nel 2011 rispetto alla rilevazione precedente (2002-2005), raggiungendo i 2,8 miliardi di dollari, rispetto ad un obiettivo d'impegno di 2 miliardi''. L'Africa rimane il piu' importante beneficiario dell'Aiuto al commercio europeo, con circa il 36% del totale dei fondi destinato a Paesi della regione. In particolare l'Africa Subsahariana ha visto sua la percentuale di fondi aumentare rispetto al totale dell'area, nella quale ha raccolto il 68% dei fondi provenienti dai Paesi membri e l'82% dei fondi strettamente comunitari. L'Asia e' stata la seconda area beneficiaria degli aiuti europei, con il 17% dell'Aid for trade raccolto, seguita dall'America (11%), e dall'Europa stessa (11%). L'Italia, tuttavia, che era nel 2005 tra i primi 5 donatori bilaterali di aiuti al commercio per Burundi, Etiopia, Tunisia, Giordania, Marocco, Sudan, al 2011 risultava secondo donatore solo per l'Uruguay, con uno stanziamento da 7,2 milioni di euro (il 30% del totale, dietro al Giappone, impegnato per 10,2 milioni di dollari di aiuti), e quinto donatore per il Togo, con 700mila dollari (2% del totale, dove il 60% e' coperto dal Canada). Una brusca frenata, segnale che la crisi ha colpito il nostro Paese piu' duramenti di molti altri dell'area euro.

sis/sam/ss

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