martedì 17 gennaio | 18:31
pubblicato il 13/ott/2014 17:58

Nuovo ribaltone al vertice di Luxottica, crolla il titolo(-9,2%)

Dopo Guerra lascia anche Cavatorta, Ceo dal 1 settembre

Nuovo ribaltone al vertice di Luxottica, crolla il titolo(-9,2%)

Milano, 13 ott. (askanews) - Sonora bocciatura da parte del mercato al nuovo ribaltone al vertice di Luxottica dopo che ieri ha rassegnato le dimissioni il Ceo, Enrico Cavatorta, a solo poco più di un mese dalla sua nomina, seguita al clamoroso addio di Andrea Guerra. Un nuovo e così repentino giro di poltrone che non è piaciuto affatto agli investitori, non abituati a simili scossoni dopo che Guerra aveva guidato la multinazionale per dieci lunghi anni. Le azioni Luxottica hanno chiuso la seduta lasciando sul terreno il 9,2% a 37,29 euro, dopo aver toccato un minimo intraday a 36,86 euro. Del Vecchio proporrà al cda, che si riunirà alle 19, di cooptare Massimo Vian, attuale Coo, con il ruolo di co-Ceo affidandogli le deleghe per l'area Operations e Prodotto e, ad interim, le deleghe per le funzioni Corporate e Mercati, in attesa che il processo di selezione del secondo Ceo venga concluso. Intanto, è stata una mattinata intensa di riunioni informali nella sede milanese di Luxottica. Presente Claudio Costamagna, consigliere indipendente nonché presidente del comitato Risorse umane del gruppo. Intercettato dai cronisti all'uscita, alla domanda se fossero vere le indiscrezioni secondo cui lui, assieme ad altri consiglieri, potrebbero rassegnare oggi le dimissioni in disaccordo con le ultime decisioni strategiche-organizzative del patron Del Vecchio, l'ex banchiere di Goldman Sachs non ha risposto e ha tirato dritto. L'intero cda di Luxottica è in scadenza con l'assemblea della prossima primavera. Il rapporto decennale tra il patron di Luxottica e Cavatorta si sarebbe incrinato per le recenti ingerenze nella gestione dell'azienda da parte del consulente Francesco Milleri, vicino alla moglie del patron, Nicoletta Zampillo, e considerato professionista di fiducia anche dallo stesso Del Vecchio. Ma gli scossoni al vertice vanno oltre e arrivano a mettere in discussione l'intero assetto di controllo della multinazionale, controllata per il 61% da Delfin, la cassaforte di famiglia di Del Vecchio, che vanta sei figli e tre mogli. Luxottica, nella nota emessa ieri sera, ha già fatto sapere che "è attualmente allo studio un riassetto di Delfin", con l'obiettivo "di migliorarne la governance e separare ulteriormente la proprietà dalla gestione delle aziende partecipate". Per questo, viene precisato, l'ingresso in cda del figlio, Leonardo Maria, come ipotizzato da alcune ricostruzioni di stampa, "non è mai stato preso in considerazione", così come il primogenito Claudio, oggi nel board, "non sarà riconfermato alla scadenza naturale del mandato per dare omogeneità e coerenza alle posizioni di tutti i membri della famiglia". La notizia delle dimissioni di Cavatorta e l'incertezza manageriale ha innescato una seria di bocciature da parte delle case d'affari. In primis Citigroup che ha tagliato la raccomandazione da "buy" a "hold" e il prezzo obiettivo da 47 a 38,5 euro. Gli analisti hanno sottolineato il "record poco attraente di due manager altamente rispettati che hanno lasciato in 40 giorni" e, chiedendosi come "ciò sia potuto accadere", titola così: "Cherchez la femme?". Il riferimento è proprio alle indiscrezioni che l'ultima moglie di Del Vecchio, Nicoletta Zampillo, stia puntando ad una quota sempre maggiore in Delfin e ad assumere un ruolo sempre più importante nel gruppo. Rating tagliato anche da parte di Equita Sim, che passa da "buy" a "hold". Kepler Cheuvreux ha tagliato il prezzo obiettivo da 42 a38 euro, definendo la "bassa visibilità sulla corporate governance" una "cattiva notizia. Rar

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