giovedì 08 dicembre | 07:38
pubblicato il 21/mar/2014 15:28

Nucleare: nasce Osservatorio per garantire sicurezza smaltimento..(1upd)

Nucleare: nasce Osservatorio per garantire sicurezza smaltimento..(1upd)

(ASCA) - Roma, 21 mar 2014 - Otto impianti da smantellare e circa 55.000 metri cubi di rifiuti radioattivi da trattare e smaltire. A cui si aggiungono altri circa 36.000 metri cubi di rifiuti radioattivi prodotti da impieghi medicali, di ricerca e industriali. Sono i numeri cui si trova di fronte l'Italia che deve procedere allo smantellamento delle centrali nucleari, degli impianti di produzione del combustibile nucleare e degli impianti di ricerca del ciclo del combustibile nucleare di Trino (VC), Caorso (PC), Latina (LT), Garigliano (CE), Bosco Marengo (AL), Saluggia (VC), Casaccia (RM) e Rotondella (MT), nonche' ad avviare le attivita' di chiusura del ciclo del combustibile nucleare.

Attivita' che generano circa 55.000 metri cubi di rifiuti radioattivi di cui circa 10.500 ad alta attivita' e altri 44.500 a media e bassa attivita'.

A questi si aggiungono i rifiuti radioattivi a bassa, media ed alta radioattivita' generati da attivita' diagnostiche e terapeutiche di medicina nucleare (provette, flaconi, siringa, guanti, indumenti contaminati, sorgenti per teleterapia etc...), ma anche di macchinari contaminati e dispositivi utilizzati per la ricerca in campo medico e farmacologico, oltre che in specifici settori industriali.

Questi in Italia oggi ammontano a circa 15.000 metri cubi, di cui piu' di 3.000 ad alta attivita', a cui se ne aggiungeranno nei prossimi anni circa altri 20.500, di cui oltre 1.500 ad alta attivita', con un trend di crescita di 500 metri cubi l'anno.

La quantita' complessiva di rifiuti a bassa, media e alta attivita' da smaltire e' dunque di oltre 90.000 metri cubi.

Attualmente i rifiuti radioattivi prodotti quotidianamente sono raccolti presso i siti di produzione, mentre quelli derivanti dal settore sanitario, della ricerca e dall'industria sono detenuti in aree di stoccaggio provvisorio. Ma la Direttiva europea 2011/70 Euratom ha imposto ad ogni Stato membro la realizzazione di un deposito che sia in grado di ospitare in sicurezza il combustibile nucleare esaurito e i rifiuti radioattivi anche derivanti dagli impieghi medicali, di ricerca e industriali.

E' su queste attivita' che vuole fornire controllo l'Osservatorio per la Chiusura del Ciclo Nucleare, organismo indipendente promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Sogin, presentato oggi a Roma e nato con l'intento di sorvegliare le attivita' di decommissioning degli impianti nucleari e la realizzazione di un Parco tecnologico e di un deposito nazionale. Operazioni che richiedono processi ''trasparenti, condivisi e partecipati''. La Direttiva pone, infatti, l'accento sulla 'massima trasparenza' nella realizzazione delle operazioni e prevede che ''la popolazione abbia le necessarie occasioni di effettiva partecipazione ai processi decisionali concernenti la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi conformemente alla legislazione nazionale e agli obblighi internazionali''. Il Deposito nazionale dovra' essere collocato all'interno di un Parco tecnologico finalizzato alla ricerca di soluzioni per la definitiva messa in sicurezza di questa tipologia di rifiuti.

Un quadro di interventi imponente, non solo perche' restituira' definitivamente territorio libero da vincoli radiologici alla collettivita' e creera' condizioni di maggiore sicurezza rispetto all'attuale situazione, ma anche perche' prevede investimenti stimati in circa 2,5 miliardi di euro e tempi di realizzazione di perlomeno 5 anni.

Numerosi e impegnativi, dunque, i compiti che l'Osservatorio si propone di eseguire entro la prima meta' di quest'anno saranno: ''approfondimenti sui dati relativi alla produzione dei rifiuti radioattivi e alla loro catalogazione; benckmarking sui criteri di localizzazione utilizzati negli altri stati europei; seminario sui criteri di localizzazione dell'Ispra e sul recepimento della direttiva europea 2011/70/Euratom; eleborazione di strumenti e modalita' di coinvolgimento degli stakeholders individuati; definizione del programma delle attivita' per la seconda meta' del 2014''.

red/mpd

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Sicurezza
Gabrielli: militari non c'entrano con controllo territorio
Camorra
Intreccio camorra-politica: 11 arresti in Irpinia
Maltempo
Allerta protezione civile: pioggia e temporali sulla Sicilia
Droga
Frosinone, blitz antidroga di Polizia e Carabinieri: 50 arresti
Altre sezioni
Salute e Benessere
Robot indossabile ridà capacità di presa a persone quadriplegiche
Enogastronomia
Domenica 11 dicembre Cantine aperte a Natale
Turismo
Con Volagratis Capodanno low cost da Parigi al Mar Rosso
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Per Herno nuovo flagship store a Seoul
Sostenibilità
Roma, domani al via la terza "Isola della sostenibilità"
Efficienza energetica
Natale 2016, focus risparmio energetico e trionfo regalo Hi-tech
Scienza e Innovazione
Ricerca, da 2018 l'ERC tornerà a finanziare team multidisciplinari
Motori
Nuova Leon Cupra, più potenza e migliori prestazioni