martedì 24 gennaio | 00:46
pubblicato il 23/apr/2011 16:51

Nomadi/ La mediazione della Caritas su rom in Basilica S.Paolo

Da associazione 500 euro oltre 500 Comune per chi lascia Italia

Nomadi/ La mediazione della Caritas su rom in Basilica S.Paolo

Roma, 23 apr. (askanews) - La Caritas di Roma sta mediando in queste ore, a nome del Vicariato guidato dal cardinale Agostino Vallini, nella vicenda dei rom che hanno pernottato nella basilica di San Paolo fuori le mura dopo essere stati sgomberati ieri dal campo abusivo di Casal Bruciato, nella Capitale. I rom, circa 150 in tutto dei mille che sono stati 'sgomberati' nella settimana Santa da 75 baraccopoli, chiedono che le famiglie non vengano smembrate e che si trovi per loro uno spazio idoneo a vivere insieme a Roma. Monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana, si intrattiene da ieri sera con le famiglie di nomadi presenti nella basilica. La Caritas ha anche fornito pasti e coperte. Dopo la decisione di non allontanare i nomadi dalla basilica, d'accordo con la gendarmeria vaticana, oggi la Caritas ha avviato una mediazione per risolvere la questione. Dopo la decisione del Comune di Roma di dare ai nomadi disposti a lasciare la basilica un bonus di 500 euro, la Caritas ha quindi deciso di integrare la cifra con un ulteriore contributo di 500 euro. "Si tratta di un aiuto, non è una misura straordinaria", spiega il capo ufficio stampa della Caritas diocesana, Alberto Colaiacono, "abbiamo un fondo per il sostegno al rimpatrio che abbiamo usato in passato anche per altre nazionalità". Al momento solo alcune famiglie avrebbero deciso di accettare l'offerta. Tra gli obiettivi della Caritas, quello di "non dividere i nuclei familiari". Il Campidoglio, secondo quanto confermato anche oggi dal sindaco Alemanno, non sarebbe disposto a dare assistenza alloggiativa alle famiglie rom sgomberate dagli insediamenti abusivi: l'offerta finale dunque, al momento, sarebbe quella di un contributo di mille euro a famiglia, 500 dal Campidoglio e 500 dalla Caritas, oltre a quanto previsto dalle procedure per il rimpatrio assistito, tenendo conto che per chi invece decide di restate in Italia la soluzione è quella, per donne, bambini e soggetti fragili, di una assistenza umanitaria nel Cara di Castelnuovo di Porto e, per gli uomini adulti, dell'assistenza dei centri sociali dove passare la notte e mangiare qualcosa per cena, aperti dalle 20 alle 7 della mattina seguente.

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