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pubblicato il 22/gen/2012 05:10

Naufragio Giglio/Trovato altro corpo, sale l'emergenza ambientale

Gabrielli: "verifichiamo se le due priorità sono sovrapponibili"

Naufragio Giglio/Trovato altro corpo, sale l'emergenza ambientale

Porto S.Stefano (Gr), 22 gen. (askanews) - Al disastro umano, alla ricerca delle vittime e dei dispersi della Costa Concordia si affianca sempre di più, fino a "sovrapporsi", la lotta per evitare il disastro ambientale. Continuare a cercare, con operazioni sempre ad alto rischio per i sommozzatori impegnati in quella che definiscono "una trappola", è "una priorità" che sarà difficilmente compatibile con le operazioni per asportare il carburante, pari a 2400 tonnellate dalla nave naufragata. Ne è consapevole il Capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, che ha espresso ieri al comitato scientifico, appena insediato all'isola del Giglio, la richiesta di "verificare se sia possibile la sovrapposizione delle due azioni". Tutto questo mentre tra i tecnici della Smit and Savage trapela l'impazienza di dare il via al complicato intervento. Il pontone 'Meloria' è pronto a partire dal porto del Giglio, per raggiungere, qualche decina di metri più in là le 23 cisterne che minacciano la costa dell'Arcipelago toscano. Fermo restando, come ha ribadito ieri Gabrielli, che anche con la sua sola presenza, la Concordia ha già iniziato ad inquinare l'ambiente circostante, con i solventi, gli oli, i rifiuti e i liquami in essa contenuti. Intanto, il corpo di una donna è stato ritrovato anche ieri, all'interno della Concordia, mentre il robot Rov e i sommozzatori cercano eventuali corpi sul fondo del mare. L'arido calcolo dei dispersi scende così a 20, quello delle vittime accertate a 12. Difficile pensare di sospendere le ricerche allora, mentre all'Hotel Sole di Orbetello restano in attesa di notizie i familiari dei dispersi. Pochi di loro sperano di ritrovare ancora in vita il proprio congiunto. Tanto la famiglia della piccola Dayana, di 5 anni, quanto la famiglia D'Introno di Biella, mostrano la consapevolezza dei rischi che corrono i soccorritori. Verrà il momento in cui le ricerche dei dispersi dovrà lasciare il passo all'operazione anti-inquinamento, a meno che la richiesta di Gabrielli non trovi una difficile soluzione tecnico-scientifica.

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