martedì 24 gennaio | 18:27
pubblicato il 21/gen/2012 05:10

Naufragio Giglio/ Schettino disse alla Costa: "Ho fatto un guaio"

E la Costa replica: "Non ci ha detto la verità"

Naufragio Giglio/ Schettino disse alla Costa: "Ho fatto un guaio"

Grosseto, 21 gen. (askanews) - "C'è stato un contatto con il fondale. Ho fatto un guaio". Così il comandante della nave Costa Concordia, Francesco Schettino, disse durante la prima telefonata a Costa Crociere subito dopo la collisione che ha poi portato al naufragio della nave nelle acque dell'Isola del Giglio. Lo ha riferito lo stesso Schettino nell'interrogatorio di garanzia davanti al Gip Valeria Montesarchio. Se questa versione fosse confermata, Schettino si sarebbe subito reso conto della gravità della situazione e non l'avrebbe minimizzata almeno parlando con la compagnia, mentre nelle telefonate con la capitaneria inizialmente dalla nave si insisteva che il problema era solo un blackout elettrico. Invece il comandante Schettino "non ci ha detto la verità" ha dichiarato il presidente di Costa Crociere, Pierluigi Foschi. "Di solito valutiamo la situazione e in caso di necessità possiamo dare dei consigli" ma "questa volta -ha spiegato Foschi- non siamo arrivati a dare dei consigli perché, quanto il comandante ha detto nella conversazione delle 22 e 05, purtroppo ci è stato confermato che non rispondeva a verità". "Abbiamo appreso" della reale situazione, "non dal comandante Schettino e comunque troppo tardi", ha aggiunto il presidente di Costa Crociere ieri sera. Intanto, la giovane moldava ritenuta una testimone chiave sul ruolo del comandante della Costa Concordia durante il naufragio al Giglio è pronta a testimoniare dinanzi ai magistrati italiani. Lo ha dichiarato la stessa Domnica Cemortan. Gli inquirenti vogliono interrogare la ragazza, perchè ha dichiarato in un'intervista che si trovava con Schettino, al momento dell'incidente, che per ora ha provocato undici morti accertati e una ventina di dispersi. "Sono pronta a fare una deposizione di fronte ai magistrati, perché l'indagine sia obiettiva", ha dichiarato la giovane raggiunta dalla France Presse a Chisinau. "Sono da mia madre, non mi nascondo perché non ho nessuna ragione di farlo. Ma né la procura né la polizia italiana mi hanno cercato", ha aggiunto. "La Costa ha tutti i miei riferimenti, compresi i numeri di telefono", ha sottolineato Domnica, che ha confermato di aver lavorato per la compagnia italiana su altre navi.

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