giovedì 19 gennaio | 23:20
pubblicato il 19/gen/2012 05:10

Naufragio Giglio/ Il gip: Schettino "guardava la nave affondare"

"In balia, in completa inerzia, fermo sulla scogliera"

Naufragio Giglio/ Il gip: Schettino "guardava la nave affondare"

Grosseto, 19 gen. (askanews) - Un comandante inesistente, inerte, caduto dalla tracotanza di una "manovra sconsiderata" all'inerzia, rifugiato nel buio di uno scoglio che guarda la nave affondare, incapace anche solo di muoversi: è l'immagine di Franscesco Schettino, il comandante della Costa Concordia naufragata all'Isola del Giglio, così come emerge dall'ordinanza del gip di Grosseto, Valeria Montesarchio che non ha convalidato il fermo ed ha disposto gli arresti domiciliari. Prima imprudente, sconsiderato, a oltre 15 nodi di velocità (per il pm) ha deviato - secondo la ricostruzione del gip - la rotta con quell'inchino fatale, a 5 metri dalla costa dell'Isola del Giglio. Una "manovra - scrive il gip - sconsiderata" e "gravemente imprudente", che ha avvicinato "eccessivamente" il gigante alla costa. L'impatto con gli scogli apre uno squarcio di 70 metri, il mare invade rapidamente i locali della sala macchina, la nave sbanda ma il capitano minimizza il danno, dà l'allarme in ritardo, non avvisa subito le autorità. Il segnale d'allarme venne dato dopo 30-40 minuti dall'impatto: alle 22.58 - si legge nell'ordinanza - il comandante ordinava l'abbandono della nave. Il gip parla di "totale incapacità di gestire le fasi successive dell'emergenza creatasi, così ritardando i soccorsi dalla terra ferma". Poi Schettino abbandonò "intempestivamente" la neve - scrive il gip - e "rimase fermo sulla scogliera dell'Isola del Giglio ove era approdato a bordo di una lancia, e guardava la nave affondare in balia del tragico evento che stava verificandosi". Rimase "più di un'ora sullo scoglio dove era sbarcato in situazione di completa inerzia". Incapace di risalire anche dopo l'ordine perentorio della capitaneria, farfuglia "non lucido" di fronte alla voce ferma del capitano di fregata Gregorio De Falco. Nessun dubbio quindi per il gip sui gravi indizi di colpevolezza riguardo ai reati contestati - disastro, omicidio colposo plurimo, abbandono della nave - e sulla "gravità del comportamento colposo del comandante nel corso di tutta la vicenda", ma nessun pericolo di fuga o di inquinamento di prove, per questo il gip di Grosseto non ha convalidato il fermo e disposto i domiciliari.

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