sabato 21 gennaio | 01:11
pubblicato il 12/ago/2011 11:50

Napoli/ Collisione in mare: Timoniere nave positivo al narcotest

Gli esami hanno rilevato tracce di cocaina

Napoli/ Collisione in mare: Timoniere nave positivo al narcotest

Napoli, 12 ago. (askanews) - Il timoniere della nave mercantile Jolly grigio, che ieri ha investito un peschereccio al largo di ischia, è risultato positivo al test sugli stupefacenti. Gli esami hanno rilevato tracce di cocaina nel sangue. Lo ha reso noto l'ammiraglio Domenico Picone nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina alla Capitaneria di porto di Napoli. Il timoniere, Maurizio Santoro, 47 anni di Genova, è da ieri in carcere assieme a Mirko Serinelli, 23 anni della provincia di Brindisi, terzo ufficiale di coperta. Entrambi erano di guardia alla plancia al momento dell'incidente. I due risultano indagati per i reati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo: due persone sono rimaste nel relitto della barca. L'arresto, come spiegato dagli inquirenti, si è reso necessario dopo che sono emerse responsabilità gravi al termine delle interrogatori delle testimonianze raccolte dagli uomini della Capitaneria di porto. Si continua ad indagare per accertare la dinamica della collisione del mercantile con il peschereccio "Giovanni Padre" a circa tre miglia a largo di Ischia. Gli inquirenti vogliono capire se il mercantile al momento della collisione fosse o meno governato dai comandi automatici. Accertamenti in corso anche su un altro particolare: la nave dopo l'urto ha continuato la navigazione. In un primo momento l'equipaggio aveva raccontato di non essersi accorto dello scontro. Ora la "Jolly Grigio" è sotto sequestro ancorata all'ormeggio 56 del porto di Napoli ed è possibile che tra qualche giorno passerà in rada sempre sotto sequestro, a disposizione dell'autorità giudiziaria per eventuali perizie tecniche. Intanto proseguono le ricerche in superficie dei corpi dei dispersi, Vincenzo e Alfonso Guida, padre e figlio che al momento dell'impatto si trovavano nella cucina, secondo quanto raccontato dall'unico superstite, il capobarca tratto in salvo da un peschereccio che si trovava in zona e che ha prestato i primi soccorsi. Vincenzo Birra ha raccontato agli inquirenti di essersi gettato in mare quando ha visto la nave avvicinarsi.

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