venerdì 02 dicembre | 20:52
pubblicato il 05/mag/2012 20:08

Napoli, 26mila euro debito per 72enne che ha tentato suicidio

Per i medici sue condizioni disperate

Napoli, 26mila euro debito per 72enne che ha tentato suicidio

Napoli, 5 mag. (askanews) - Soltanto un miracolo potrebbe salvare la vita di Pietro P., il 72enne che questa mattina ha tentato il suicidio premendo il grilletto di una pistola calibro 38 esplodendosi un colpo alla tempia. Le condizioni dell'uomo, ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale Loreto Mare vengono definite dai sanitari "disperate" dal momento che il proiettile ha provocato una lesione cranica con fuoruscita di materiale cerebrale. Attualmente l'anziano, secondo quanto riferito da fonti sanitarie, è in coma e, nonostante respiri autonomamente, non è possibile sottoporlo ad alcuni intervento chirurgico e le speranze di salvezza sono pari allo zero. Il gesto disperato di Pietro P. è avvenuto questa mattina all'interno del rimessaggio di barche in via Fedro, nella zona di Mergellina. A rinvenire il corpo, in una pozza di sangue, uno dei figli dell'uomo che ha allertato il 118. Accanto al 72enne riverso sul pavimento è stato rinvenuto un biglietto sul quale era stato scritto "la dignità vale più della vita". Secondo le testimonianze di familiari e amici raccolte dai carabinieri, Pietro P. era allarmato per un paio di cartelle esattoriali che avrebbe dovuto pagare. La prima gli era stata notificata qualche mese addietro ed ammontava a circa 15mila euro, mentre una seconda, di 11mila euro, gli era stata recapitata qualche giorno fa. Ai militari dell'Arma i parenti non hanno, però, raccontato di particolari drammatici stati d'animo del proprio congiunto che è apparso, anche nell'ultimo periodo allegro e non depresso. Il suo gesto estremo, dunque, ha lasciato increduli tutti. L'unico segnale, che ha poi allarmato la famiglia, è stata la decisione di Pietro P. di non recarsi, come accadeva di sovente il sabato, in mare con la propria barca. Una volta resisi conto che l'anziano era irraggiungibile anche al telefono sono iniziate le sue ricerche fino al ritrovamento del corpo, ormai in fin di vita, riverso a terra all'interno dell'officina 'Pit stop' la cui gestione era passata da pochi mesi ad uno dei figli dell'uomo.

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