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pubblicato il 01/giu/2013 11:58

Mucca pazza: Coldiretti, dopo 12 anni torna in tavola la pajata (1 Upd)

(ASCA) - Roma, 1 giu - Torna in tavola la vera pajata che manca da quasi dodici anni dalle tavole degli italiani per effetto delle restrizioni sanitarie adottate nel luglio 2001 per far fronte all'emergenza mucca pazza (Bse) e che dovrebbero essere finalmente rimosse dall'Unione Europea dopo il giudizio positivo dell'Organizzazione mondiale per la sanita' animale (Oie). Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che potrebbe essere questo uno degli effetti della risoluzione adottata nell'ambito dell'Assemblea generale dell'Oie che ha ufficialmente sancito per l'Italia il nuovo stato sanitario per l'encefalopatia spongiforme bovina (Bse), con il passaggio dall'attuale livello di rischio ''controllato'' a quello ''trascurabile'', il piu' basso.

L'Italia con Giappone, Israele, Olanda, Slovenia e Usa va ad aggiungersi alla ristretta cerchia di 19 Paesi, sui 178 aderenti all'Oie, che hanno raggiunto la qualifica sanitaria migliore di rischio ''trascurabile'' per la mucca pazza (Bse) che - sottolinea la Coldiretti - porta all'ampliamento dell'esportazione di carni bovine e di prodotti derivati quali la bresaola precluse fino ad ora in alcuni Paesi ma e' prevedibile anche alla revisione dell'elenco degli organi a rischio che dovra' essere adottata dalla Commissione Europea.

La pajata - prosegue l'associazione - e' il termine romanesco per definire la prima parte dell'intestino tenue del vitello da latte che e' stato oggi sostituito nei ristoranti e nelle trattorie dall' intestino d'agnello. E l'ingrediente principale di uno dei piatti piu' tipici della cultura gastronomica della capitale: i rigatoni con la pajata ma in alternativa puo' essere proposta alla brace, in forma di spiedino. Oltre ai famosissimi rigatoni con la pajata, tipica pasta laziale condita con ciambelline di intestino di vitello da latte fin ora vietate e sostituite con ciambelline di intestino di agnello - afferma ancora la Coldiretti - sono tanti i piatti della cucina tradizionale italiana che, finalmente, dopo essere stati cancellati o stravolti dalla psicosi della mucca pazza possono ritornare in tavola. Dal vero risotto alla milanese di cui Giuseppe Verdi era goloso nel quale il midollo di bue, componente fondamentale - precisa la Coldiretti - e' stato sostituito per tutto questo tempo dall'ossobuco alla Finanziera alla piemontese, noto piatto medioevale tanto amato da Cavour, composto da varie frattaglie e animelle di vitello considerate per un decennio vero tabu' e bandito da tutte e tavole per un decennio. E ancora finalmente puo' ritornare ad allietare i tanti palati raffinati il sospirato cervello fritto, autentica ''materia grigia'' di bovino adulto prima scottata in brodo bollente e magistralmente presentata in frittelle impastellate in acqua e farina o in uovo e pan grattato. Dopo dodici anni di esilio - conclude la coldiretti - potra' infine tornare anche la golosa peara' veronese, salsa a base di midollo di bue molto fresco insaporito con del burro e addizionato a pangrattato finissimo e brodo di carne, nata per insaporire i piati di carne nel Veneto ma ormai molto apprezzata in tutta Italia per accompagnare i bolliti.

com-rba/sam/

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