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pubblicato il 09/mag/2012 18:48

Mps/ Blitz Finanza al Monte Paschi per inchiesta Antonveneta

Perquisite anche case Mussari, Mancini, Vigni, Parlangeli, Pieri

Mps/ Blitz Finanza al Monte Paschi per inchiesta Antonveneta

Firenze, 9 mag. (askanews) - L'acquisizione di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi è al centro di un'inchiesta della Procura di Siena: in tale ambito, dalle 7 di questa mattina gli ispettori della Guardia di Finanza stanno effettuando controlli e perquisizioni a tappeto. Dalla sede centrale di Rocca Salimbeni alle abitazioni di dirigenti ed ex dirigenti, tanto della Banca, quanto della Fondazione Mps, le Fiamme Gialle acquisiscono documenti giudicati utili per ricostruire i motivi di un'acquisizione giudicata, dagli inquirenti, troppo onerosa. Banca Santander, spagnola, aveva comprato Antonveneta, nel 2007, a circa 3,3 miliardi di euro. Due mesi dopo Mps acquista Antonveneta per oltre 10 miliardi. Più di 6 miliardi e mezzo di differenza che i sindacati, i piccoli azionisti e vari osservatori hanno sempre giudicato privi di giustificazione. Le Fiamme Gialle sono state nell'abitazione dell'ex dg della Fondazione Mps, Marco Parlangeli e dell'attuale, Gabriello Mancini, nonché nell'abitazione e negli uffici senesi dell'ex presidente della Banca Mps, Giuseppe Mussari, dell'ex dg della Banca Antonio Vigni e dell'attuale dg della Fondazione Mps, Claudio Pieri. Antonveneta, per gli inquirenti, sarebbe stata acquisita senza la necessaria due diligence, senza cioè una valutazione corretta. Nell'ambito di tale operazione, fu varato un aumento di capitale. La banca si è sempre difesa da tali critiche, ribadendo che il tracollo successivo del valore di Antonveneta fu dovuto alla crisi dell'intero settore. La Procura, spiega la Fondazione Mps, sta indagando anche "su un'ipotesi di manipolazione del mercato circa il valore delle azioni di Banca Mps, che tra l'altro nei primi giorni del gennaio 2012 subirono un anomalo ribasso". Lo spiega in una nota la Fondazione Mps, assicurando "massima collaborazione" con gli inquirenti e "piena fiducia" nell'attività giudiziaria. La Fondazione ribadisce inoltre di aver agito "nel pieno rispetto della norme e con la massima trasparenza in tutte le operazioni finanziarie compiute in questi mesi".

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