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pubblicato il 07/gen/2014 19:22

Montagna: Forestale, forte pericolo valanghe sulle Alpi centrali

Montagna: Forestale, forte pericolo valanghe sulle Alpi centrali

(ASCA) - Roma, 7 gen -2014 - E' ''forte'' il grado di pericolo su Alpi Retiche e Alpi Orobiche per probabili distacchi di valanghe spontanee e/o provocate con un debole sovraccarico (passaggio di un singolo sciatore o escursionista) sulla maggior parte dei pendii ripidi. Il grado di pericolo e' ''marcato'' sulle Prealpi Lombarde. E' quanto riferisce il servizio Meteomont della Forestale.

In generale sulle Alpi piemontesi il pericolo valanghe e' ''marcato'' su tutto il settore con tendenza in aumento.

In Liguria il pericolo e' moderato e puo' salire a ''marcato'' sulle Alpi Liguri oltre il limite arboreo in corrispondenza degli accumuli di neve, mentre e' generalmente debole con qualche criticita' a quote elevate della dorsale tosco-emiliana.

Sui rilievi valdostani il pericolo rimane ''marcato'' con possibilita' di valanghe medie o grandi.

In Trentino-Alto Adige il pericolo valanghe rimane ''marcato'' e, specialmente dove sono presenti nuovi accumuli di neve trasportata dal vento, sono possibili distacchi provocati gia' con debole sovraccarico. In alcune situazioni, possibili anche valanghe spontanee di media grandezza.

Sulle Dolomiti il pericolo e' generalmente ''marcato'' in particolare sui pendii ripidi. Oltre ai probabili distacchi in corrispondenza dei nuovi accumuli eolici, deboli sovraccarichi potrebbero provocare la caduta di valanghe a lastroni.

Il grado di pericolo e' ''marcato'' sulle Alpi Giulie e Carniche e ''moderato'' sulle Prealpi Carniche e Giulie, dove pero' la tendenza e' in aumento. Il grado di pericolo e' ''debole'', invece, nel resto delle aree montane della Penisola a tutte le quote e a tutte le esposizioni. In considerazione delle precarie condizioni attuali del manto nevoso, consiglia la Forestale, sono da evitare, nell'ambito dei comprensori sciistici, i fuori pista. Per quanto riguarda le attivita' escursionistiche, al di fuori dei suddetti comprensori, sono da valutare attentamente. E' comunque necessaria una attenta e capace scelta dell'itinerario, evitando i pendii piu' a rischio, le cui condizioni vanno valutate di volta in volta.

I punti di maggiore pericolo sono rappresentati dai pendii ripidi (inclinazione maggiore di 27*) e dalle zone di accumulo di neve ventata, quali conche, canali e zone di cresta. E ricorda che per prevenire gli incidenti in montagna e' opportuno tenersi costantemente aggiornati sulla situazione del manto nevoso consultando il sito www.meteomont.org. E' inoltre fondamentale equipaggiarsi con ARTVA, pala e sonda. In questo momento sono richieste una buona capacita' di valutazione del pericolo su ogni singolo pendio, nonche' una profonda conoscenza del territorio.

red/mpd

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