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pubblicato il 23/set/2013 17:14

Minori: Save the children, 260mila lavorano. 30mila rischio sfruttamento

Minori: Save the children, 260mila lavorano. 30mila rischio sfruttamento

(ASCA) - Roma, 23 set - Save the Children chiede l'adozione di un Piano nazionale sul Lavoro minorile, a fronte della diffusione ancora preoccupante del fenomeno in Italia, con 30.000 ragazzi a rischio sfruttamento.

''I progressi fatti nel contrasto del lavoro minorile nel mondo, che secondo il nuovo rapporto Ilo coinvolge nel 2012 quasi 168 milioni di minori tra i 5 e 17 anni rispetto ai 246 del 2000, non devono farci dimenticare la gravita' del fenomeno che coinvolge tutto il mondo. Anche in Italia, sono ancora 260.000 i pre-adolescenti (il 5,2% del totale nella fascia di eta' 7-15 anni) 'costretti' a lavorare gia' giovanissimi, a causa delle condizioni familiari, di un rapporto con la scuola che non funziona o per far fronte da soli ai loro bisogni''.

Lo dichiara in una nota Raffaela Milano, direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, commentando il rapporto appena pubblicato dall'Organizzazione internazionale del Lavoro (Ilo).

''Secondo una ricerca che Save the Children ha realizzato quest'anno con la Fondazione Trentin, coinvolgendo nel lavoro di ricerca qualitativo anche i ragazzi stessi che vivono in alcune aree urbane critiche, sono ben 30.000 i minori tra i 14 e i 15 anni a rischio di sfruttamento, di cui quasi la meta' femmine (46%)'', sottolinea Milano. ''Si tratta - aggiunge - di ragazzi e ragazze che fanno un lavoro pericoloso per la loro salute, sicurezza o integrita' morale, lavorando di notte o in modo continuativo, con il rischio reale di compromettere gli studi, non avendo neppure un piccolo spazio per il divertimento o il riposo necessario''.

Secondo la rappresentante di Save the children ''per contrastare efficacemente il fenomeno e' necessario un Piano nazionale sul Lavoro minorile, con un sistema di monitoraggio regolare e misure di prevenzione e contrasto del lavoro illegale, e in particolare delle peggiori forme di lavoro minorile''. Tra i possibili interventi, Save the Children ''ha proposto, ad esempio, di includere l'estensione a tutte le famiglie dei minori in poverta' dei benefici della Carta acquisti appena varata in via sperimentale dal Governo, facendo si' che i percorsi di inclusione sociale abbinati alla Carta prevedano anche la frequenza scolastica e la prevenzione del lavoro minorile''. Per i ragazzi che vivono in aree ad alta densita' criminale, spesso collegata allo sfruttamento del lavoro minorile, proponiamo - conclude Raffaela Milano - di promuovere 'aree ad alta densita' educativa'', basate sull'offerta attiva di opportunita' e spazi qualificati per i piu' giovani, a scuola e sul territorio''.

com-stt/gc

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