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pubblicato il 02/lug/2013 12:07

Minori: Istat, in 10 anni triplicati minori presenti in comunita'

Minori: Istat, in 10 anni triplicati minori presenti in comunita'

(ASCA) - Roma, 2 lug - E' triplicato in dieci anni in numero di minori nelle comunita': dai 312 del 2001, si e' passati infatti ai 915 del 2011. Lo dice il rapporto Istat presentato oggi relativo alla condizione dei minori nelle strutture della giustizia italiana, nel quale si precisa che un simile aumento vale sia gli italiani che gli stranieri, sebbene gli italiani presentino una variazione percentuale decisamente piu' alta di quella degli stranieri (221% contro 144%). Netta la prevalenza di maschi (92%), sia tra gli italiani sia tra gli stranieri. Secondo quanto riportato, una forte impennata nel dato complessivo dei minori nelle comunita' si e' avuta a partire dal 2006, a causa dell'aumento della componente italiana: solo nel 2004-2005, infatti, la presenza degli italiani e degli stranieri nelle comunita' si e' quasi equivalsa (erano il 44% gli stranieri nel 2005, sono il 30% nel 2011).

Inoltre, per quanto figuarda gli ingressi in comunita', questi sono aumentati tra il 2001 e il 2011 (+57%), passando da 1.222 a 1.926. Il collocamento in comunita' e' una misura disposta nell'ambito di diversi tipi di provvedimento giudiziario: la comunita' rappresenta, spiega l'Istat, un sistema di risposta sempre piu' utilizzato dall'autorita' giudiziaria per la sua capacita' di contemperare le esigenze educative con quelle contenitive di controllo. Il principale motivo di collocamento in comunita' e' l'applicazione della specifica misura cautelare prevista dall'art. 22 del D.P.R.

448/88: nel 2011, i collocamenti per questo motivo hanno rappresentato il 65,4% del totale dei 1.926 disposti. Pero' l'ingresso in comunita' puo' anche avvenire a seguito della decisione del giudice di trasformare la misura cautelare precedentemente applicata (nel 2011, 17,1%) in una misura piu' afflittiva (nei casi di prescrizioni o permanenza in casa) o meno afflittiva (nel caso di precedente custodia cautelare svolta negli istituti penali minorili).

Nel 14% nel 2011 dei casi, sempre relativamente al 2011, l'ingresso in comunita' avviene perche' prescritto dal giudice nell'ambito di un provvedimento di messa alla prova (art. 28 D.P.R. 448/88), quando ritenga preferibile che il minore svolga il periodo di prova o una parte di esso in una struttura socio-educativa, ritenendo quindi di allontanare il minore dalla famiglia o perche' non adeguata o perche' non presente sul territorio nazionale, nel caso dei minori non accompagnati.

red/rus

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