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pubblicato il 02/lug/2013 11:50

Minori: Istat, 1246 in istituti penali nel 2011 (Rpt)

RIPETIZIONE CORRETTA. (ASCA) - Roma, 2 lug - Sono 1246 i minori detenuti entrati negli istituti penali nel 2011. E' quanto emerge dal rapporto Istat diffuso oggi relativo alla condizione dei minori nelle strutture della giustizia. Nel report si legge anche che sono 20157 i minorenni autori di reato presi in carico dagli uffici di servizio sociale per i minorenni, mentre nei centri di prima accoglienza si contano 2.343 ingressi e nelle comunita' 1.926. L'Istat precisa che gli Istituti penali per i minorenni (Ipm) rappresentano le strutture piu' simili al carcere dei detenuti adulti in cui e' presente non solo personale educativo, ma anche personale del corpo di polizia penitenziaria. I minorenni e giovani adulti presenti alla fine dell'anno negli Ipm sono piu' o meno costanti nei dieci anni considerati: erano 468 nel 2001, sono 494 nel 201.

Tuttavia, si legge, emergono percorsi molto diversi tra italiani e stranieri: partendo quasi dalla stessa numerosita' (51% gli italiani, 49% gli stranieri), i primi sono dapprima diminuiti fino a toccare il 43% del totale nel 2006 (149 minori), per poi aumentare fino al picco del 2010 in cui hanno raggiunto il 70%; al contrario gli stranieri hanno avuto una iniziale crescita, fino al 2004-2005 seguita da una costante lenta diminuzione con un picco di minimo nel 2010, cui e' seguita una leggera risalita nel 2011 (37%). Il calo del 2006 e' legato all'indulto, che ha prodotto effetti gia' a partire dal secondo semestre dell'anno. Tuttavia, gia' dal 2008 il numero degli ingressi per esecuzione di pena e' tornato ad aumentare fino al 2010, con una crescita particolarmente consistente sia nel 2009 sia nel 2010 (+73% e +57% rispetto all'anno precedente). La diminuzione degli ingressi degli ultimi anni ha interessato, invece, gli ingressi per custodia cautelare.

Distinguendo tra italiani e stranieri, si osserva che la diminuzione degli ingressi e' dovuta alla componente straniera dei detenuti, la cui incidenza percentuale e' passata dal 61% del 2004 al 41% del 2011, anche in considerazione dell'aumento degli ingressi di minori italiani dal 2007 in poi. Inoltre, l'Istat specifica che la maggior parte degli ingressi negli Ipm avviene dopo un provvedimento di custodia cautelare: nel 2011 questi tipi di ingresso hanno costituito il 79% del totale dei 1.246 registrati.

Per quanto riguarda i minori in attesa di primo giudizio oppure in fase di appello o di ricorso in Cassazione, provengono dalla liberta' (208 nel 2011); oppure da un altro servizio minorile residenziale, ossia da un centro di prima accoglienza (414), dove erano stati condotti a seguito dell'arresto o del fermo; oppure da una comunita' (355). In pochi casi la custodia cautelare e' disposta quale trasformazione della misura della permanenza in casa, essendo di solito rispettata la gradualita' nell'applicazione delle misure cautelari.

Il 16% dei minori e' stato condannato e sconta la pena detentiva. Di questi il 67% entra dalla liberta', dato in incremento negli ultimi tre anni. Il 5% degli ingressi riguarda invece giovani adulti che provengono da un Istituto penale per adulti. Questi soggetti hanno commesso il reato da minorenni e rimangono nel circuito penale minorile fino ai 21 anni di eta'. Provengono da Istituti per adulti perche' hanno a loro carico anche reati commessi da maggiorenni, per i quali e' stata disposta la detenzione in strutture penali per adulti; tuttavia lo svolgersi dei diversi procedimenti determina anche una specifica priorita' nell'esecuzione delle misure disposte rispettivamente dall'Autorita' Giudiziaria Minorile e da quella Ordinaria.

Da quanto emerso dal rapporto, la prevalenza di maschi e' netta e supera il 90% di presenze. Le ragazze nel 2011 sono pari al 6%, erano il 10% del totale nel 2001. red/rus

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