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pubblicato il 11/mar/2011 12:47

Mills/ Nove udienze fino a luglio, pm: tempo è inesorabile

Rinvio al 21 marzo. Premier in aula? Ghedini: "Vedremo"

Mills/ Nove udienze fino a luglio, pm: tempo è inesorabile

Milano, 11 mar. (askanews) - Nove udienze da qui a luglio, la prossima il 21 marzo, quando Silvio Berlusconi potrebbe essere in aula a fare il 'mestiere' dell'imputato, ma uno dei legali del premier, Niccolò Ghedini, mettere le mani avanti: "Certo 10 giorni per organizzarsi sono pochi, io non conosco l'agenda del presidente, vedremo...". Dura una manciata di minuti l'udienza che segna dopo quasi un anno la ripresa del processo in cui Berlusconi risponde di aver corrotto "con almeno 600mila dollari" il testimone David Mills. Ma le parti in causa, accusa e difesa, trovano il modo di punzecchiarsi. Il presidente del collegio Francesca Vitale fatica a placare le polemiche, addirittura sospira: "Speriamo che il Tribunale riesca ad organizzarsi". Eppure il clima all'inizio sembrava sereno, con la lettura delle poche righe mandate dal premier ai giudici: "Intendo partecipare a ogni udienza, oggi sono impegnato, ma consento che si proceda in mia assenza...". Il pm Fabio De Pasquale, ribadendo il contenuto della sua lettera ai giudici dei giorni scorsi, spiega: "E' necessario celebrare i tre gradi di giudizio prima che scatti la prescrizione". Più o meno la data fatidica è il prossimo gennaio, il 13, giorno più giorno meno, ma i calcoli fatti finora sarebbero approssimativi. Meno di un anno dunque. "Il tempo è inesorabile" per il rappresentante dell'accusa. E gli avvocati Piero Longo e Niccolò Ghedini ribattono: "Inesorabile anche per noi". De Pasquale vorrebbe che nell'ultima udienza per ora fissata il 18 luglio iniziasse la discussione finale. Il presidente Vitale: "Cone si fa a dirlo adesso?". Per il pm le rogatorie vanno attivate subito, per i 6 testimoni da sentire a Londra meglio la strada della videconferenza. Si fa prima e ci sono meno problemi se si considera che per il processo a Mills il collegio milanese era rimasto a Londra fuori dall'aula, con le domande ai testi poste solo dai giudici britannici. Longo replica che non si può dare per scontata la modalità urgente. Ne parliamo il 21 marzo dopo i primi contatti con i testi" è la posizione del collegio espressa da Vitale. Ci sono testi che hanno sempre detto di non voler venire in aula a Milano. Il presidente: "Magari la situazione è cambiata, nel senso che adesso qualcuno potrebbe avere una villa sul lago e quindi...". "Non è frequentissimo ciò" secondo De Pasquale. In tutto i testimoni sono una ventina di cui 7 all'estero. C'è da andare a Lugano per il banchiere di Arner Paolo Del Bue già sentito nel processo a carico di Mills in Svizzera. Ma Del Bue citato come teste nella causa Hdc ha chiesto di poter deporre a Barcellona perchè ora vive in Spagna. Forse ci sarà un problema pure per l'armatore Diego Attanasio che da anni vive e lavora in Africa. Insomma non sarà facile, legittimi impedimenti del premier a parte.

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