martedì 24 gennaio | 12:15
pubblicato il 25/lug/2011 05:13

Meredith/ Oggi si torna in aula per analisi dei periti su dna

La nuova perizia smentirebbe il teorema dell'accusa

Meredith/ Oggi si torna in aula per analisi dei periti su dna

Perugia, 25 lug. (askanews) - Udienza cruciale, quella di questa mattina, per il processo di appello per l'omicidio di Meredith Kercher, per il quale sono stati condannati in primo grado a 25 e 26 anni di carcere Amanda Knox e Raffaele Sollecito. I periti - nominati dalla Corte d'Appello e quindi super partes - presenteranno alla Corte tutti gli aspetti della perizia effettuata sia sulla presunta arma del delitto - un coltello da cucina sequestrato in casa Sollecito - che su un gancetto del reggiseno che apparteneva alla ragazza inglese, Meredith. Nella nuova perizia, i periti hanno ribadito che non ci sono tracce di dna che possano ricondurre ai due ex fidanzati. In particolare sulla punta della lama del coltello non è stato ritrovato neanche il dna della vittima, come invece era stato verificato dai periti dell'accusa nel primo processo, che ha portato alla condanna di Raffaele e Amanda. Non c'è traccia del dna di Sollecito sul gancetto del reggiseno che rappresentava l'unica prova della presenza del ragazzo pugliese nella casa del delitto. Dunque una perizia che smentisce le sicurezze acquisite nel primo grado di giudizio e allo stesso tempo riapre il dibattito sull'innocenza dei due ex studenti, che si sono sempre dichiarati innocenti, anche dopo quattro lunghissimi anni di carcere già scontati. Nella nuova perizia inoltre si parla di gravi errori formali sull'analisi precedente del dna, che non avrebbe rispettato il protocollo standard internazionale. Gli avvocati di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, rispettivamente Luciano Ghirga e Giulia Buongiorno, considerano la perizia "il grimaldello" per scardinare il teorema dell'accusa, che si basa sull'omicidio a sfondo sessuale perpretrato dai due ex fidanzati con la complicità di Rudy Guede, già condannato a 16 anni in Cassazione. Al momento i p.m. Mignini e Comodi non hanno mai rilasciato dichiarazioni sulle indiscrezioni della perizia. L'accusa comunque ribadirà l'impossibilità della contaminazione del dna ritrovato sui reperti e oltre che dei dati scientifici si farà forte delle testimonianze che affermano la presenza dei due giovani nei pressi dell'abitazione di via della Pergola la sera del delitto.

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