sabato 21 gennaio | 21:10
pubblicato il 06/ott/2011 11:12

Meredith/ Bongiorno: Solo Raffaele sa la verità,per me innocente

"Se la Cassazione conferma penseremo al risarcimento"

Meredith/ Bongiorno: Solo Raffaele sa la verità,per me innocente

Roma, 6 ott. (askanews) - "L'ho sentito ieri e mi ha detto 'non mi aspettavo ma sto ancora male': questo ragazzo ha accumulato una tale quantità di sofferenza che non si sente ancora libero. Ciò fa capire quanto sia stata dura. Risarcimenti? Se la Cassazione dovesse confermare la sua innocenza è un ragazzo che ha vissuto 4 anni in carcere, 20 ore al giorno in una cella due metri per tre. In questi quattro anni si sarebbe laureato, avrebbe iniziato a lavorare. La quantificazione non sono in grado di dirla, ne dovrò parlare con lui. Ma qualsiasi somma non potrà cancellare questa macchia indelebile". Così l'avvocato di Raffaele Sollecito, Giulia Bongiorno, intervenendo oggi a 24Mattino su Radio 24. La Bongiorno ha commentato anche le parole del giudice Pratillo Hellmann, presidente della giuria che ha assolto Amanda e Raffaele, per il quale "la verità processuale è questa, ma loro potrebbero anche essere colpevoli": "Chi conosce gli atti - ha detto la Bongiorno - sa perfettamente che l'unica prova a carico di Raffaele Sollecito era una prova di Dna. E' stata fatta una perizia che ha stabilito che quel Dna non è di Sollecito. Certo, è una verità processuale ma dimostra che lui non c'era. E' chiaro che in astratto mai nessuno al mondo, salvo l'interessato, può sapere la verità sostanziale. Ma io in questo caso mi sono convinta di sapere anche le verità sostanziale. Non sempre avviene, ma stavolta io veramente avevo raggiunto il convincimento della sua innocenza". Infine una replica a chi dice che la condanna a Rudy Guede per "concorso in omicidio" debba necessariamente portare a individuare altri colpevoli: "Guede è andato a sentenza quando c'era ancora in piedi l'accusa di Amanda e Raffaele - ha spiegato -. Si dice 'concorso' perché mancava il processo su di noi. Ma non c'è nessuno che necessariamente può pensare che sia un omicidio commesso da tre persone. C'è una stanza, ci sono tracce solo di Guede e non ci sono tracce di Raffaele e Amanda. E' chiaro che c'era la prova per una persona, poi si è verificato se c'erano anche gli altri due. Ora, siccome non ci sono gli altri due non è che si devono cercare oppure necessariamente devono essere state tre o quattro persone", ha concluso l'avvocato.

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