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pubblicato il 19/lug/2013 20:54

Medici: Anestesisti e rianimatori ospedalieri, ecco perche' sciopero

Medici: Anestesisti e rianimatori ospedalieri, ecco perche' sciopero

(ASCA) - Roma, 19 lug - ''Stiamo vivendo un momento in cui per poter continuare a garantire un servizio sanitario nazionale pubblico e universale e' necessario voltare pagina.

Ieri sera, con piacere, abbiamo preso atto delle aperture da parte del Ministro della salute Beatrice Lorenzin. Un incontro positivo che pero' non puo' bastare. Come sappiamo l'apertura deve giungere anche dal Ministero dell'Economia e della Finanza e dal Ministero della Funzione Pubblica. E' quindi chiaro a tutti come sia risultato impossibile, nonostante tutto, rinunciare allo sciopero di lunedi' 22 luglio. Uno sciopero che, ci rendiamo conto, e' un disagio per i cittadini. Eppure siamo convinti che questo sciopero e' importante per poter garantire un futuro al diritto alla salute della popolazione, oltre che al diritto dei medici a svolgere il loro dovere di curare''. Spiega cosi', Alessandro Vergallo - Presidente Nazionale AAROI-EMAC , associazione che riunisce anestesisti e rianimatori ospedalieri italiani, le ragioni dello sciopero di lunedi' prossimo.

''Un diritto - aggiunge - che per gli uni e per gli altri in questo momento e' negato, per le ragioni gia' dette e ripetute fino alla esasperazione. Se uno dei motivi dello sciopero e' di natura contrattuale, cio' non vuol dire che il nostro obiettivo e' di tutelare unicamente il nostro contratto. Al contrario, il dovuto rispetto dei diritti contrattuali dei medici e' il fondamento per il dovuto rispetto del diritto alla salute dei cittadini. Garantire i turni di riposo cosi' come le sostituzioni per malattia o maternita', in poche parole avere organici completi consente ai medici di lavorare in sicurezza e di ridurre i rischi sanitari. Se invece, pensando alla nostra specializzazione, non si garantisce al cittadino il suo diritto a ricevere la nostra assistenza specialistica di anestesisti rianimatori come talvolta accade, facendo si' che l'AR sia una figura virtuale la cui presenza in servizio non e' garantita, come si puo' continuare a garantire servizi all'altezza dei bisogni del cittadino? Un AR chiamato al bisogno in sala operatoria e nelle altre strutture ospedaliere nelle quali la sua professionalita' e' insostituibile, e' obbligato obtorto collo a rimediare estemporaneamente e costantemente con la propria professionalita' alle carenze strutturali di sistema che mettono a rischio la sicurezza in sanita', tagliando linearmente la spesa senza alcuna valutazione dei rischi conseguenti, Quando accade tutto cio'? Alcuni esempi: Tutte le volte che non si attivano i necessari turni di guardia di personale dedicato. Tutte le volte che e' costretto a precipitarsi in ospedale in turno di reperibilita', magari in una sala parto. Tutte le volte che e' costretto ad interrompere quelle attivita' che con un termine paradossale sono chiamate da qualche anno ''comprimibili'', p. es. le visite ambulatoriali, per correre a prestare la propria opera in emergenza-urgenza, lasciando gli utenti ad attendere a tempo indefinito che egli possa ritornare ad occuarsi di loro. E mi fermo qui con gli esempi, troppi ce ne sono per poterli elencare tutti. Ma quello che dev'essere chiaro, e' che tutte le volte che si comprime la ns attivita' si comprime il diritto del cittadino ad essere curato. Ecco perche' scioperiamo''.

''Sia ben chiaro - precisa - che la nostra non e' una posizione di totale chiusura. Siamo consapevoli che i cosiddetti rami secchi, se esistono, vadano tagliati. Siamo stati sempre pronti ad invocare una riorganizzazione della sistema, ma che sia basata su Livelli essenziali di organizzazione senza perdere mai di vista i Livelli essenziali di assistenza''.

red/mpd

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