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pubblicato il 25/giu/2012 16:57

Massacro di due bimbe a Ponticelli, nuove prove 30 anni dopo

La difesa chiede la revisione del processo per i tre imputati

Massacro di due bimbe a Ponticelli, nuove prove 30 anni dopo

Napoli, 25 giu. (askanews) - Nuove prove, emerse a quasi trent'anni dai fatti, possono far riaprire il processo sulla morte di Barbara e Nunzia, due bambine di 7 e 10 anni seviziate e barbaramente uccise a Ponticelli, nella periferia est di Napoli, nel luglio 1983. I difensori dei tre imputati, condannati in via definitiva all'ergastolo, hanno presentato alla Corte d'appello di Roma la richiesta di revisione del processo. Oltre 1.300 pagine per analizzare tutte le tappe della vicenda giudiziaria (dal 2 luglio '83, giorno in cui le due bambine scomparvero per poi essere trovate senza vita, al 27 giugno 1987, data della sentenza della Cassazione che confermò le condanne per gli imputati) e per ripercorrere l'intero iter alla luce dei nuovi risultati delle indagini difensive. Gli avvocati Eraldo e Francesco Stefani e Ferdinando Imposimato ritengono infatti che le nuove prove (testimonianze e accertamenti tecnici e scientifici) siano sufficienti a far rivedere la ricostruzione dei fatti e rivalutare la posizione degli imputati. Per quell'atroce duplice delitto, furono processati e condannati al massimo della pena tre incensurati napoletani: Ciro Imperate, Giuseppe La Rocca e Luigi Schiavo. All'epoca ventenni, furono accusati sulla scorta delle parole di un unico testimone. Ma quella testimonianza, secondo la tesi difensiva, non sarebbe attendibile per molti aspetti, innanzitutto in relazione alla ricostruzione dei tempi e dei luoghi. E le nuove prove, ora sottoposte ai giudici per ottenere la revisione del giudizio, lo attesterebbero. Gli imputati, intanto, dopo vent'anni di reclusione nel carcere di Spoleto sono tornati in libertà per buona condotta, continuano a dirsi innocenti e sperano di poterlo dimostrare alla giustizia. La loro storia e il mistero che ancora avvolge la tragica morte di Barbara Sellini e Nunzia Munizzi hanno ispirato il libro "L'uomo nero ha gli occhi azzurri", scritto dalla giornalista napoletana Giuliana Covella e edito da Guida.

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