mercoledì 25 gennaio | 01:07
pubblicato il 21/ott/2013 19:06

Maltempo: Toscana, risorse rischio idraulico fuori da patto stabilita'

(ASCA) - Firenze, 21 ott - Un aiuto contenuto per le emergenze, ma soprattutto che sia consentito alla Toscana di spendere i soldi che ha gia', ponendo gli investimenti per il riassetto idraulico e idrogeologico fuori dal patto di stabilita'. E' l'appello che il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi rivolge al presidente Napolitano, al premier Letta e alle autorita' europee Barroso e Schultz in una giornata che ha visto per l'ennesima volta la Toscana pagare a una ondata di maltempo un pesante tributo di danni e di morte (una vittima). ''La Toscana ancora una volta piegata dal maltempo - scrive il presidente Rossi - con le cosiddette 'bombe d'acqua' che ormai sono usuali e provocano danni e distruzioni alla infrastrutture, alle case, alle industrie, alle campagne, e persino morti. Noi siamo gia' intervenuti in questi anni, ma dobbiamo fare di piu'.

Mi rivolgo al presidente del consiglio Letta a cui chiedo due cose: un aiuto contenuto per far fronte alle urgenze e soprattutto, e prima di tutto, che gli investimenti per le necessarie opere per il risanamento e il riassetto idraulico e idrogeologico siano tolti da patto di stabilita'. Non chiediamo soldi. La Toscana chiede semplicemente di essere lasciata libera di spendere quelli che ha, senza il vicoli imposti dall'Europa, almeno su questo punto delle alluvioni.

Non si puo' morire affogati per Maastricht. Mi rivolgo anche al presidente Giorgio Napolitano - prosegue Rossi - che in tutte le vicende che hanno colpito la nostra regione e' sempre stato vicino alla Toscana.

La Regione e gli enti locali sono in grado di affrontare e risolvere i problemi di dissesto e assetto idraulico e idrogeologico con le proprie forze, con progetti mirati, che richiedono spese e tempi contenuti, che possono ridurre notevolmente il rischio. Ma abbiamo bisogno di collocare queste spese fuori patto. Ai cittadini lo Stato deve per prima cosa garantire vita e sicurezza, compresa quella derivante dal rischio ambientale. Sul nostro territorio abbiamo gia' bloccato le costruzioni in tutte le zone ad alto rischio idraulico e abbiamo approvato una nuova legge che prevede un consumo del territorio pari a zero. Ora bisogna spendere per il riassetto idraulico, per le casse di esondazione, per l'innalzamento delle dighe e il rafforzamento degli argini, per la manutenzione della rete idraulica minore''.

afe/mau/bra

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