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pubblicato il 22/nov/2013 11:47

Maltempo: geologi e protezione civile insieme per piano prevenzione

Maltempo: geologi e protezione civile insieme per piano prevenzione

(ASCA) - Roma, 22 nov - ''Ben 1300 geologi italiani pronti a far parte del grande piano di prevenzione che il consiglio nazionale dei geologi sta mettendo in campo su tutto il territorio nazionale''. Lo ha annunciato Michele Orifici, presidente della commissione protezione civile del Consiglio nazionale dei geologi (Cng): ''il cng, insieme alla Protezione Civile e gli ordini regionali - ha spiegato Orifici - ha dato il via al proprio piano di prevenzione nazionale. Si tratta di un piano di azione e di informazione in ambito di rischio idrogeologico e sismico che prevede al primo posto l'attuazione dei presidi territoriali Idrogeologici, attraverso accordi con le regioni e la formazione dei geologi che ne faranno parte''.

''I presi'di territoriali idrogeologici sono un valido strumento di previsione e prevenzione. In Sicilia, dove sono operativi da circa 3 anni a supporto della Protezione Civile Regionale, hanno dato risultati estremamente positivi nella gestione di emergenze idrogeologiche'', ha detto Orifici.

''La politica ora si attivi in tutte le sedi istituzionali - ha affermato Davide Boneddu, presidente ordine geologi Sardegna - senza se e senza ma, per sospendere quanto prima il vincolo del patto di stabilita', sia per quanto riguarda gli interventi di messa in sicurezza che di ricostruzione.

Intanto ben 45 geologi volontari sono pronti a scendere in campo al servizio della Protezione Civile Regionale e degli enti locali''.

''I colleghi - ha spiegato Boneddu - avranno il compito di supportare le istituzioni nelle attivita' di valutazione delle cause e degli effetti dell'evento calamitoso, oltre a rendicontare sui danni subiti dal territorio e dagli insediamenti antropici, questo anche al fine di meglio programmare i successivi interventi di messa in sicurezza e ricostruzione. Quanto successo in Sardegna nei giorni scorsi ha evidenziato come sia la pianificazione che la gestione del territorio debbano tenere conto dell'interazione con i cambiamenti climatici e la frequenza di accadimento''.

Boneddo ha ricordato che ''i geologi hanno da tempo chiesto, e oggi lo pretendono, che gli eventi calamitosi derivanti dal dissesto idrogeologico vengano limitati e arginati da scrupolose politiche di difesa del suolo, consistenti, ad esempio, in efficaci piani di monitoraggio e prevenzione, mirati ed efficienti studi sul rischio idrogeologico, aggiornati dati sull'evoluzione e uso del territorio''. ''E' fondamentale - ha concluso Boneddu - prendere coscienza della reale situazione dei luoghi, valutare la compatibilita' dell'edificato con la pericolosita' idrogeologica e potenziare le attivita' di protezione civile, calando queste ultime in maniera efficace e pratica sul territorio al fine di tutelare e difendere al meglio l'incolumita' delle persone. La difesa delle vite umane e' prioritaria a prescindere dai contesti in cui queste si trovano e rispetto a qualsiasi sistema vincolistico o di infrastrutturazione presente in maniera piu' o meno adeguata sul territorio''.

red/rus

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