martedì 24 gennaio | 15:08
pubblicato il 10/feb/2014 12:24

Maltempo: Coldiretti, nuova ondata spaventa quattro italiani su dieci

Maltempo: Coldiretti, nuova ondata spaventa quattro italiani su dieci

(ASCA) - Roma, 10 feb 2014 - La nuova ondata di maltempo dopo giorni di pioggia che hanno saturato d'acqua i terreni fa paura a quattro italiani su dieci (41 per cento) che si sentono minacciati dalle alluvioni e dalle frane sul territorio nazionale. E' quanto afferma in una nota Coldiretti nel sottolineare che in Italia si contano 6.633 comuni (82 per cento del totale) con parte del territorio a rischio per il dissesto idrogeologico per una superficie di 2.951.700 ettari (9,8 per cento del territorio nazionale), sulla base dei dati Cnr. Se, in media, l'82 per cento dei comuni italiani ha parte del territorio a rischio per frane ed alluvioni, la situazione - sottolinea Coldiretti - e' peggiore nelle regioni interessate dalla recente ondata di maltempo come la Toscana, la Liguria e il Lazio con il 98 per cento. Il bilancio dei danni provocati dall'ultima di maltempo e' pesante anche per l'agricoltura che - precisa Coldiretti - ha gia' perso decine di milioni di euro ma e' ancora piu' grave se si considerano le vittime e tragedie familiari che frane e alluvioni hanno provocato. A questa situazione di fragilita' territoriale non e' estraneo il fatto che l'Italia ha perso negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata per effetto della cementificazione e dell'abbandono che ha tagliato del 15 per cento le campagne colpite da un modello di sviluppo sbagliato che ha costretto a chiudere 1,2 milioni di aziende agricole nello stesso arco di tempo. Ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) che le zone esposte al pericolo di frane e alluvioni che riguardano ben il 9,8 per cento dell'intero territorio nazionale''. Per proteggere il territorio e i cittadini che vi vivono l'Italia - conclude Coldiretti - deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilita' di terra fertile dalla cementificazione nelle citta' e dall'abbandono nelle aree marginali con un adeguato riconoscimento del ruolo, economico, ambientale e sociale dell'attivita' agricola.

com-stt/rus

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