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pubblicato il 01/giu/2013 12:00

Maltempo/ Coldiretti: da nord a centro danni oltre il miliardo

Avviate procedure per richiesta stato calamità in zone colpite

Maltempo/ Coldiretti: da nord a centro danni oltre il miliardo

Roma, 1 giu. (askanews) - Salgono ad oltre un miliardo i danni, le perdite ed i maggiori costi provocati all'agricoltura dalla primavera "più pazza" del secolo che con freddo e pioggia anomali dopo il nord ha investito anche il centro Italia dove alla perdite delle coltivazioni si aggiunge il pericolo per l'alimentazione degli animali che non hanno fieno. E' quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti del maltempo nelle campagne dove sono state avviate le procedure per la richiesta della stato di calamità nei territori colpiti. Nelle regioni del nord, dal Piemonte, alla Lombardia, dal Veneto all'Emilia Romagna è stato tagliato oltre il 30% i raccolti delle principali produzioni dal pomodoro al riso, dalle patate alla frutta, dalla soia al mais fino al fieno, ma - sottolinea la Coldiretti - lo spostamento della perturbazione al centro Italia dove è caduta anche la grandine ha fatto salire la conta dei danni. In Umbria - informa Coldiretti - si profila una tardiva fienagione con perdita di quantità e qualità di foraggio, con ripercussioni negative sugli allevamenti mentre si prevede un significativo calo variabile nelle diverse zone tra il 30 e il 40 per cento per grano, orzo e avena . Conseguenze gravi - continua la Coldiretti - si avranno probabilmente anche su mais e girasole, mentre per gli ortaggi a pieno campo, le eccessive piogge e le basse temperature stanno rallentandone la crescita, favorendo anche qui attacchi fungini. In Toscana - riferisce la Coldiretti - si registrano ritardi nella vegetazione dei vigneti per i quali si temono malattie mentre i seminativi, come grano, orzo, mais e girasole sono in difficoltà come gli allevamenti visto che il fieno non si può raccogliere perché i campi sono un mare di fango. Con il freddo persistente, per salvare piante e animali, è stato peraltro necessario - prosegue la Coldiretti - alzare il riscaldamento di stalle e vivai, con una impennata dei costi energetici per le imprese che allevano polli, maiali e conigli. Nel Lazio a causa della pioggia non si è riusciti a seminare in molte zone ed i raccolti sono in molti casi compromessi ma problemi per le grandinate violente occupazioni ci sono stati anche per i vigneti e gli ortaggi. La più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense, neve fuori stagione e un maggiore rischio per gelate tardive sono alcuni degli effetti dei cambiamenti climatici che l'agricoltura deve affrontare. Con un contesto del genere, i terreni coltivati, grazie alla loro capacità di assorbimento, rappresentano un vero e proprio airbag naturale contro l'impatto dell'acqua. Purtroppo - conclude la Coldiretti - l'Italia ha perso negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata per effetto della cementificazione e dell'abbandono che ha tagliato del 15 per cento le campagne colpite da un modello di sviluppo sbagliato che ha costretto a chiudere 1,2 milioni di aziende agricole nello stesso arco di tempo.

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