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pubblicato il 09/ott/2013 10:44

Maltempo: Coldiretti, 1 mld di danni. 9,8% suolo a rischio idrogeologico

(ASCA) - Roma, 9 ott - Con i disastri dall'ultima ondata di maltempo il conto dei danni supera il miliardo di euro a causa del ripetersi di eventi estremi nelle campagne durante l'anno che hanno messo in crisi la stabilita' idrogeologica di un Paese dove ora ben 5 milioni di cittadini vivono in zone di pericolo. E' quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti che chiede in una nota di verificare le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamita' nei territori colpiti, dalla Basilicata alla Puglia, e dove ci sono purtroppo vittime come nel Lazio con un bracciante agricolo colpito da un fulmine a Latina. Siamo di fronte - sottolinea Coldiretti - ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si sono manifestati quest'anno con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ma intense ed il repentino passaggio dal sereno al maltempo con vere e proprie bombe d'acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Nell'82 per cento dei comuni italiani sono presenti aree a rischio idrogeologico per frane e/o alluvioni ma la percentuale varia dal 78 per cento della Puglia al 98 per cento del Lazio fino al 78 per cento della Puglia. La dimensione del rischio e' in realta' ovunque preoccupante, con una superficie delle aree ad alta criticita' geologica che si estende per 29.517 chilometri quadrati pari al 9,8 per cento del territorio nazionale con il risultato che in Italia quindi, oltre 5 milioni di cittadini si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni. A questa situazione - denuncia Coldiretti - non e' certamente estraneo il fatto che un modello di sviluppo sbagliato ha tagliato del 15 per cento le campagne e fatto perdere negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata. Ogni giorno - precisa Coldiretti - viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) che vengono abbandonati o occupati dal cemento.

Pare, infatti, un bollettino di guerra il resoconto di quanto e' accaduto con piogge incessanti e forti raffiche di vento hanno duramente colpito il settore agricolo in particolare nelle province di Lecce e Taranto, tanto da indurre Coldiretti ad attivare una unita' di crisi anche per soccorrere gli imprenditori rimasti isolati nelle aziende.

Non ci sono parole - continua Coldiretti - per descrivere i danni causati all'agricoltura in Basilicata nel Metapontino con una ''bomba d'acqua'' che si e' abbattuta dalla collina materana prospiciente alla costa fino alle spiagge con danni incalcolabili, sia ai centri abitati che alle aziende agricole.

Non sono piu' procrastinabili interventi urgenti e straordinari della rete infrastrutturale, viaria ed idrica per tutelare le aree rurali dal ripetersi di eventi di tale eccezionalita'. In questo contesto - conclude Coldiretti - e' fondamentale riconoscere agli imprenditori agricoli un ruolo incisivo nella gestione del territorio, dell'ambiente e del territorio per frenare l'abbandono e la cementificazione.

com-stt/sam/bra

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