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pubblicato il 16/apr/2013 12:06

Mafia: svolta nelle indagini su strage di Capaci, 8 arresti (1 update)

(ASCA) - Caltanissetta, 16 apr - Le dichiarazioni del pentito di mafia Gaspare Spatuzza hanno fornito ''elementi di assoluta novita' sulla fase deliberativa, preparatoria ed esecutiva'' della strage di Capaci, che uccise il giudice Giovanni Falcone con la moglie e tre uomini della scorta il 23 maggio del 1992. Per questo gli uomini della Direzione investigativa antimafia (Dia) di Caltanissetta, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia diretta dal procuratore Sergio Lari, hanno eseguito una serie di perquisizioni in diverse citta' italiane e arrestato otto tra boss e gregari - appartenenti al mandamento di Brancaccio - ritenuti corresponsabili dell'eccidio di Capaci e mai prima d'ora sfiorati dalle inchieste.

Lo comunica in una nota la Dia di Caltanissetta precisando che gli otto arrestati erano gia' tutti in carcere, dove sono stati raggiunti dalle misure cautelari.

Il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza - spiega la nota - gia' reggente del mandamento mafioso di Brancaccio e fedelissimo dei fratelli Graviano, in merito alla strage di Capaci, oltre ad ammettere spontaneamente il personale coinvolgimento nella fase esecutiva dell'attentato, fornisce elementi di assoluta novita' che dimostrano, secondo gli esiti giudiziari, il protagonismo e tutta l'importanza acquisita nel tempo e sul campo dal quel mandamento mafioso.

Le nuove indagini - spiega la nota - non rivisitano criticamente le precedenti certezze processuali che, anzi, trovano conferma ed ulteriore affinamento. Infatti, oggi come allora, si puo' fondatamente sostenere che la deliberazione della morte di Giovanni Falcone non rappresento', semplicemente, la decisone di eliminare un nemico dell'associazione mafiosa ma si inseri' ''all'interno di un progetto unitario, nell'esecuzione del quale Cosa nostra passo' dall'attacco alle istituzioni (le stragi di Capaci e di via D'Amelio in particolare) all'offensiva contro lo stato (le stragi del 1993), senza una reale e concreta soluzione di continuita'''.

Dall'altro lato, dalle rivelazioni di Gaspare Spatuzza e dalle conferme di un altro ex membro del mandamento di Brancaccio, Fabio Tranchina, discende che il 'gruppo di fuoco' del mandamento Brancaccio, coordinato da Giuseppe Graviano, fu coinvolto nel reperimento e nella lavorazione della sostanza esplosiva che costitui' la parte preponderante della carica usata per l'attentato di Capaci.

Ulteriore novita' e' la conclusione che i componenti del 'gruppo di fuoco' furono in grado di approvvigionarsi di tritolo, sfruttando un privilegiato canale di rifornimento tra le conoscenze che vantavano nell'ambiente dei pescatori, cosi' facendosi consegnare quattro bombe di profondita' risalenti al secondo conflitto mondiale e rinvenute durante la pesca a strascico.

I soggetti colpiti dalle misure custodiali in carcere sono: Salvatore Mario Madonia; Giuseppe Barranca; Cristofaro Cannella; Cosimo Lo Nigro; Giorgio Pizzo; Vittorio Tutino; Lorenzo Tinnirello; Cosimo D'Amato.

Quest'ultimo e' il pescatore accusato di aver recuperato alcuni residuati bellici in nome e per conto dell'organizzazione criminale ''cosa nostra'': gli viene contestato il solo reato di ''cessione di esplosivi aggravata''.

Per tutti gli altri, invece, l'accusa e' di ''strage aggravata continuata in concorso'' (ma soltanto a Madonia il ruolo di mandante), ''devastazione aggravata in concorso'' e ''detenzione, fabbricazione e porto di esplosivi continuato, aggravato ed in concorso''. Per questi reati - cosi' come per la strage di Via D'Amelio - inoltre, viene constestata l'aggravante della ''finalita' terroristica'', in quanto quest'attentato, come anche quelli perpetrati successivamente a Roma, Firenze e Milano, viene inquadrato in un progetto volto alla ''destabilizzazione dello stato per l'apertura di trattative con nuovi referenti politici''.

Le risultanze dell'attivita' investigativa - svolta dalla Dia di Caltanisetta e dal pool di magistrati coordinati dal Procuratore aggiunto, Domenico Gozzo - sono ''perfettamente in linea'' con quelle gia' cristallizzate in sentenze divenute ormai definitive. com-stt

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