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pubblicato il 01/mar/2013 09:24

Mafia: Gdf sequestra distributore carburante a Palermo

Mafia: Gdf sequestra distributore carburante a Palermo

(ASCA) - Palermo, 1 mar - I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo, eseguendo un provvedimento di sequestro preventivo di urgenza emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo, hanno posto i sigilli ad una azienda di distribuzione stradale di carburanti ed ai relativi impianti, con annessa attivita' di bar, situata nel Comune di Cinisi a poca distanza dall'Aeroporto ''Falcone-Borsellino'', in quanto, dalle investigazioni effettuate, e' risultato che l'impresa, ancorche' intestata ad un prestanome, era nella piena disponibilita' di un soggetto gia' condannato per associazione mafiosa, nel 1998, a due anni di reclusione, in quanto fiancheggiatore del noto uomo d'onore Gaspare Spatuzza, oggi collaboratore di giustizia, nonche' organico alla famiglia mafiosa di Brancaccio.

Il valore dell'azienda sottoposta a sequestro ed ora affidata ad un amministratore giudiziario, spiega una nota della Fiamme Gialle, e' stimato attorno ai 2 milioni di euro.

L'ipotesi di reato, per la quale e' indagato in concorso anche un altro soggetto che ha svolto funzioni di prestanome, un palermitano di 42 anni, e' quella prevista dall'art. 12 quinquies della legge antimafia, con l'aggravante di aver agevolato l'associazione mafiosa ''Cosa Nostra''. Si tratta della meglio conosciuta ipotesi di interposizione fittizia di beni: l'effettivo titolare dell'azienda, per sfuggire alle misure patrimoniali antimafia alle quali era stato gia' sottoposto nel corso del 2011 ed a seguito delle quali i finanzieri gli avevano gia' sottratto un ingente patrimonio, aveva intestato l'attivita' imprenditoriale ad un suo uomo di fiducia.

Gli uomini del G.I.C.O. del Nucleo di polizia tributaria del capoluogo siciliano, in collaborazione con i militari del Gruppo di Palermo, ricorrendo anche ad indagini tecniche, corroborate da lunghe giornate di pedinamenti ed appostamenti, sono venuti a capo della reale situazione gestionale della attivita' imprenditoriale sottoposta a sequestro preventivo, acquisendo incontrovertibili elementi che hanno dimostrato come l'impresa ancorche' formalmente intestata ad una persona ''pulita'' e, quindi, insospettabile, era di fatto nella piena disponibilita' del soggetto gia' condannato per mafia.

com/res

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