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pubblicato il 27/feb/2014 10:26

Mafia: confiscati beni per 15 mln al 'postino' di Provenzano

Mafia: confiscati beni per 15 mln al 'postino' di Provenzano

(ASCA) - Palermo, 27 feb 2014 - Quarantaquattro terreni e quattro fabbricati a Corleone e Monreale, in provincia di Palermo, per un valore complessivo di poco meno di 15 milioni di euro. Questa l'entita' della confisca eseguita - su ordinanza della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo - dalla Guardia di finanza del capoluogo siciliano ai danni di un settantacinquenne di Corleone (Pa), noto anche come ''il postino'' del boss Bernando Provenzano. L'uomo colpito dalla confisca - precisa una nota - e' stato arrestato nel 2006 per associazione mafiosa e poi condannato a otto anni di reclusione con sentenza della Corte d'appello di Palermo del 2008, divenuta definitiva nel novembre 2009.

Oltre ad essere partecipe delle attivita' illecite di ''cosa nostra'', aveva rivestito un ruolo importante nel supporto alla latitanza di Bernardo Provenzano, sia sotto il profilo del sostegno logistico sia, soprattutto, nella circolazione dei cosiddetti ''pizzini'' tra i vari componenti del sodalizio mafioso ed il capo mafia ora detenuto. I fatti risalgono al periodo della permanenza del boss presso la masseria in contrada Montagna dei Cavalli di Corleone dove fu poi arrestato e dove il soggetto ora raggiunto dal provvedimento di confisca era stato piu' volte osservato recarsi per portare pacchi e buste, che poi lasciava sul posto.

I suoi rapporti con Provenzano erano peraltro risalenti nel tempo, avendo egli reso una testimonianza a suo favore durante lo storico processo svoltosi a Catanzaro, alla fine degli anni sessanta, a carico di diversi esponenti mafiosi.

La confisca dell'ingente patrimonio immobiliare e' stata disposta nei suoi confronti anche sulla base delle investigazioni economico - finanziarie svolte dal Gruppo d'investigazioni sulla criminalita' o (Gico) del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Palermo: gli inquirenti hanno chiaramente dimostrato l'ingente sproporzione esistente tra i redditi dichiarati complessivamente dal nucleo familiare del detenuto e le consistenti somme di denaro nel tempo investite, prevalentemente nell'acquisto di terreni agricoli nel corleonese e nella zona di Monreale.

Infatti, a fronte di redditi ufficiali pressoche' assenti o appena sufficienti al sostentamento della sua famiglia fino all'anno 2000, gia' a partire dalla fine degli anni '70 il soggetto aveva avviato una intensa attivita' di acquisizione immobiliare, nella maggior parte dei casi senza fare ricorso a prestiti o mutui bancari. Conseguentemente, l'ingente patrimonio accumulato e' stato ritenuto frutto del reimpiego di proventi derivanti dalla sua militanza nell'organizzazione mafiosa.

com-stt/sam/bra

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