lunedì 16 gennaio | 21:13
pubblicato il 19/mag/2011 05:10

Mafia/ Brusca: Berlusconi non c'entra con stragi ma pagava pizzo

Deposizione nel processo Mori-Obinu. "Erano 600 milioni all'anno"

Mafia/ Brusca: Berlusconi non c'entra con stragi ma pagava pizzo

Roma, 19 mag. (askanews) - Quasi 4 ore di testimonianza, nella qualità di imputato in procedimento connesso, per un racconto che spazia dagli anni '80, quando lui era poco più che ventenne, al periodo delle stragi organizzate dalla mafia. Giovanni Brusca nel corso della sua testimonianza al processo ai carabinieri Mario Mori e Mauro Obinu, mantiene le promesse e rivela per la prima volta in un'aula di tribunale, "tutta la verità, anche quella che mi ero tenuto per evitare di sollevare polemiche e strumentalizzazioni". La mafia che uccide, ma cerca un referente nello Stato. Questa doppiezza è stata restituita da Brusca. E così dopo un congresso della Dc ad Agrigento si decide che "nell'87 bisognava votare Psi". Poi con l'arrivo del maxi processo in Cassazione ecco il contatto con Berlusconi per arrivare a Bettino Craxi ed ai giudici della Cassazione. Il presunto tentativo, ricordato dal collaboratore di giustizia, non ebbe comunque esito. E in mezzo a questa confusione "dove non si ricordano date e riscontri" - secondo i difensori degli imputati - ecco che la trattativa sarebbe passata di mano. Dalla morte di Falcone a quella Borsellino. "Secondo la Procura è questa la linea - ha continuato uno dei legali - e Brusca serve a mettere insieme soggetti diversi". La storia del confronto/scontro tra istituzioni da una parte e organizzazione criminale dall'altra è l'omicidio di Salvo Lima o i contatti avvenuti dopo la morte di Giovanni Falcone e prima di quella di Paolo Borsellino. E così rispondendo alle domande del pm Nino Di Matteo, Brusca spiega: "Tra la strage di Capaci e quella di via d'Amelio Riina mi disse che qualcuno si era fatto avanti per chiedere cosa voleva la mafia per fare cessare gli omicidi e che lui gli aveva dato un papello tanto di richieste. Sempre in quell'occasione mi disse che il terminale finale a cui l'elenco di cosa nostra doveva arrivare era l'onorevole Nicola Mancino". L'ex vice presidente del Csm, con una nota ha poi sottolineato: "Brusca, che da tempo ho denunciato, è un 'pentito' itinerante tra i vari uffici giudiziari. Ripete per vendetta falsità nei confronti di un ex ministro dell'interno che nel periodo 92-93 fece registrare, tra i tanti arresti di latitanti, anche quello di Riina". Stando sempre alle parole di Brusca, dopo l'omicidio di Lima "si sarebbero fatti sotto" due personaggi come Vito Ciancimino, padre di Massimo, e Marcello Dell'Utri. "Il primo portò la Lega (non è stato specificato quale, ndr), l'altro un nuovo soggetto politico che si doveva costituire, o che già era costituito, non mi ricordo bene. Entrambi si proposero come alternative a Lima e al sistema politico di cui l'esponente andreottiano della Dc era stato il garante".

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Corruzione
Latina, appalti truccati: 10 arresti tra cui sindaco di Sperlonga
Comuni
Consenso dei sindaci: vince Appendino, Raggi precipita penultima
Napoli
Napoli, scoppia un impianto a gas: un morto e 7 feriti, 5 gravi
Roma
Roma, manutenzioni bus Cotral truccate: un arresto e 50 indagati
Altre sezioni
Salute e Benessere
Salute: nuovi Lea in arrivo. In vigore dopo pubblicazione su G.U.
Motori
L'Italia difende Fca dalle accuse tedesche: le sue auto sono in regola
Enogastronomia
Consorzio Valpolicella, conto alla rovescia Anteprima Amarone
Turismo
A Singapore la gara di Danza del leone, caccia i cattivi spiriti
Energia e Ambiente
L'Enel porta energia "verde" all'ambasciata italiana di Abu Dhabi
Moda
Milano Moda Uomo, trionfo di righe e quadri da Missoni
Scienza e Innovazione
Rompicapo galattico per telescopio Hubble
TechnoFun
Rischi del web, ecco le 8 truffe che colpiscono gli italiani
Sistema Trasporti
Milano, ripartono lavori prolungamento M1 fino a Monza Cinisello