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pubblicato il 05/dic/2013 10:10

Made in Italy: prosegue protesta Coldiretti, maiali a Montecitorio

(ASCA) - Roma, 5 dic - Migliaia di allevatori provenienti da tutte le regioni hanno portato i propri maiali davanti al Parlamento per chiedere alle Istituzioni di ''adottarli'' per salvare le stalle italiane, dopo che solo nell'ultimo anno sono scomparsi dal territorio nazionale 615mila maiali ''sfrattati'' dalle importazioni dall'estero per realizzare falsi salumi italiani di bassa qualita'. Lo comunica in una nota la Coldiretti che promuove l'iniziativa nell'ambito della mobilitazione ''La battaglia di Natale: scegli l'Italia'' mentre continua il presidio alla frontiera del Brennero.

A sostenere gli allevatori guidati dal presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ci sono centinaia di sindaci con i loro gonfaloni, parlamentari, rappresentanti delle associazioni dei consumatori e della societa' civile e moltissimi cittadini.

Insieme ai maiali gli agricoltori hanno portato anche il ''bottino'' dei presidi alle frontiere dalle quali arrivano in Italia prodotti ''che diventano magicamente italiani'' perche' manca l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima impiegata.

Nei cartelli e sugli striscioni si legge: ''615mila maiali in meno in Italia grazie alle importazioni gli antibiotici dalla Germania'', ''1 mozzarella su 4 e' senza latte'', ''Il falso prosciutto italiano ha fatto perdere il 10% dei posti di lavoro'', ''Basta inganni scegli l'Italia'', ''Subito l'etichetta per succhi di frutta, salumi, formaggi e mozzarelle'', ''Il falso Made in Italy uccide l'Italia'', ''Fuori i nomi di chi fa i formaggi con caseine e cagliate''.

Dalla stalla al salumiere - spiega la Coldiretti - trovano occupazione 105mila persone tra allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione, ora in pericolo. Dall'inizio della crisi nel 2008 - calcola, inoltre, l'associazione di categoria - e' calata del 10% la produzione della norcineria nazionale. Nel 2013 sono allevati meno di 8,7 milioni di maiali (erano 9,3 milioni nel 2012) destinati per il 70 per cento alla produzione dei 36 salumi che hanno ottenuto dall'Unione europea il riconoscimento di denominazione di origine (Dop/Igp). ''In Italia due prosciutti su tre oggi provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta'', ha denunciato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare che si tratta di ''un inganno per i consumatori e un danno per gli allevatori italiani impegnati a rispettare rigidi disciplinari di produzione''. In tale quadro, Coldiretti critica anche ''l'inerzia dell'Unione europea'' nell'introdurre obblighi di etichettatura piu' stringenti.

Gli allevatori della Coldiretti mettono sotto accusa anche gli insostenibili squilibri nella distribuzione del valore dalla stalla alla tavola: per ogni 100 euro spesi dai cittadini in salumi, solo 18,5 euro restano all'allevatore, il che equivalo'e ad essere pagato, in media circa 1,4 euro al chilo a fronte dei 23 che spende il consumatore per il prosciutto Dop. Il settore della produzione di salumi e carne di maiale in Italia - conclude Coldiretti - dalla stalla alla distribuzione, vale 20 miliardi.

com-stt/res

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