mercoledì 18 gennaio | 13:44
pubblicato il 05/dic/2013 14:30

Made in Italy: Calenda, regole piu' stringenti ci fanno perdere mercati

(ASCA) - Bali, 5 dic - No a rendere piu' restrittive le regole che definiscono i prodotti Made in Italy. Si a una lotta serrata a prodotti contraffatti e ''italian sounding''.

Il vice ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda, raggiunto dall'Asca a margine della conferenza ministeriale della Wto in corso a Bali, rispetto ai blocchi stradali promossi da Coldiretti per proteggere il Made in Italy alimentare, ha commentato che ''e' importante che ci sia una componente italiana nella lavorazione dei prodotti del Made in Italy alimentare, che ne sia tracciata la qualita' e si sappia da dove vengono. Il Parlamento puo' cambiare le leggi, ma pensare pero' di vincere sui mercati mondiali con forme d'autarchia nel 2013 non ha senso''.

L'Italia, ha ricordato il vice ministro, ''e' in crisi economica profonda al suo interno, ma il nostro export cresce da 18 mesi piu' di quello francese e tedesco. Dunque quando guardiamo all'estero, dobbiamo farlo pensando a cio' che ci puo' portare fuori dalla situazione asfittica che abbiamo''.

Coldiretti, nella sua protesta, fa riferimento a prodotti agricoli importati e poi trasformati in un Made in Italy fatto di input che non sono completamente italiani. ''Questo, pero', e' un processo completamente legale - sottolinea il vice ministro all'Asca - all'interno delle regole europee.

L'Italia e' un importatore netto di prodotti agricoli, ed e' un fatto che le catene del valore sono sempre piu' integrate globalmente.

Questa situazione si risolve facilitando un miglior incontro tra la domanda e l'offerta interna, non certamente chiudendo le frontiere o definendo con criteri ancor piu' rigidi quello che e' Made in Italy, che ci porterebbe a perdere quote di mercato''.

Il Governo, invece, e' fortemente impegnato a combattere l'Italian Sounding. ''C'e' una parte di questi prodotti che e' contraffatta - ricorda Calenda - e per rispondere alle richieste dell'industria in due mesi abbiamo ripristinato il desk anti-contraffazione in quattro Paesi con personale locale senza spese ulteriori''. Per il riconoscimento delle nostre indicazioni geografiche, invece, che in ambito Wto non sono state ancora normate, Calenda guarda al livello bilaterale: ''con il Canada abbiamo risolto un annoso problema con una copia del Parma grazie all'accordo bilaterale siglato dall'Unione Europea. Ora su quel mercato entrera' il nostro prosciutto di Parma, in coesistenza con il prodotto ''copiato' localmente, ma con il riconoscimento dell'autenticita' dell'origine per quello italiano. Come Governo ci teniamo cosi' tanto che abbiamo messo il veto contro a tre accordi bilaterali - Guatemala, Costarica e Salvador - perche' all'ultimo minuto non avevano riconosciuto le nostre indicazioni geografica. Si apre ora la grande partita con gli Stati Uniti, e se la vinceremo avra' vinto il sistema del cibo italiano''. No ai blocchi, pero', ne' all'autarchia, conclude il ministro: ''spariremmo solamente da alcuni mercati importanti, e non ha senso in questa fase''.

sis/cam

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