martedì 24 gennaio | 10:38
pubblicato il 25/giu/2012 16:29

Lusi/ Per magistrati poco credibili le accuse fatte dal senatore

Inquirenti intenzionati a dare parere negativo a istanze legali

Lusi/ Per magistrati poco credibili le accuse fatte dal senatore

Roma, 25 giu. (askanews) - Le accuse di Luigi Lusi ai vertici dell'ormai disciolto partito della Margherita non sarebbero credibili. Gli inquirenti della Procura di Roma esprimono molto scetticismo rispetto alle affermazioni rese dal senatore nel corso del suo interrogatorio di garanzia, avvenuto sabato scorso nel carcere di Rebibbia. In tal senso i magistrati non vogliono esprimersi rispetto ad una possibile prossima convocazione a piazzale Clodio per raccogliere le testimonianze di Francesco Rutelli od Enzo Bianco. A riprova di questa impostazione ci sarebbe anche un possibile parere negativo rispetto ad una istanza di scarcerazione o remissione in libertà dello stesso parlamentare o della moglie, la signora Giovanna Petricone, che è da quasi due mesi agli arresti domiciliari. I magistrati, che sono in attesa del verbale scritto visto che l'interrogatorio è stato registrato, considerano le anticipazioni diffuse dei contenuti da diversi organi di stampa come non completamente veritiere. Inoltre riguardo alle mail consegnate da Lusi, rispetto a indicazioni di Rutelli o altri, si sottolinea che indicazioni di massima d'ambito politico rispetto alla gestione dei fondi non sono oggetto dell'indagine. Verifiche della Guardia di finanza, nucleo di polizia tributaria, potrebbero essere avviate solo in presenza della segnalazione di una operazione esplicitamente contraria alla norma. Il ragionamento di chi indaga è che sia "curioso" il dato rappresentato da Lusi riguardo al fatto che per la decisione di finanziare la ristrutturazione degli immobili di Capistrello possa esservi un coinvolgimento di Rutelli. Gli acquisti della casa di via Monserrato e della villa di Genzano poteva esserci allora un mandato fiduciario? Difficile mettere insieme questa tesi con quella della Petricone che ai pm ha raccontato come il marito avesse fatto quegli investimenti con i soldi del partito per interesse personale e per garantirsi un futuro.

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