martedì 17 gennaio | 23:17
pubblicato il 16/ott/2013 17:19

L.Stabilita': Assogenerici, scongiurati tagli ma SSN va razionalizzato

(ASCA) - Roma, 16 ott - ''E' doveroso esprimere apprezzamento per il Governo e per il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin per quella che ci auguriamo sia un'inversione di tendenza rispetto alla politica dei tagli lineari. Tuttavia, come in queste ore in molti hanno detto, e' il momento di riqualificare i meccanismi di spesa, a cominciare dal settore degli equivalenti'' : lo dichiara Enrique Hausermann, presidente di AssoGenerici. ''Mi riferisco innanzitutto alla questione del pay-back in caso di sfondamento del tetto programmato, sia per la spesa ospedaliera sia per quella territoriale. Per quest'ultima, non e' accettabile che vengano chiamati al rimborso i produttori di generici, farmaci la cui sola presenza sul mercato consente ogni anno alle Regioni di risparmiare centinaia di milioni di euro: e infatti in nessun paese europeo i generici sono tenuti al pay-back. Anche perche', detto in altri termini, sarebbe come voler far pagare all'industria il fatto che ogni anno aumenta il numero degli ipertesi o dei cardiopatici in trattamento.

Nel caso della spesa ospedaliera, poi, e' assurdo che lo Stato chieda un rimborso quando il prezzo di cessione del farmaco all'ospedale e' definito attraverso il meccanismo della gara, quindi non certo dal produttore, e soprattutto a fronte del fatto che per legge non e' possibile interrompere ne' tantomeno regolamentare le forniture ospedaliere''.

''In tema di controllo della spesa ospedaliera, sarebbe anche opportuno evitare argomentazioni pretestuose a proposito del ricorso ai biosimilari'' dice il vicepresidente di AssoGenerici Francesco Colantuoni. ''E' con un certo imbarazzo che abbiamo letto le dichiarazioni di Cittadinanzattiva, che ha stigmatizzato il fatto che in alcune Regioni, sfortunatamente poche, le gare vengono condotte in riferimento al nome della molecola, ponendo sullo stesso piano originatore e biosimilare, oppure indicando che la quota del biosimilare deve essere di almeno il 60% in previsione del numero di pazienti naive previsti. Invocare la continuita' terapeutica in questi casi non ha senso: il paziente naive non ha ricevuto in precedenza alcun trattamento, quindi e' solo buon senso che si preveda di cominciare con il farmaco meno costoso. E' del tutto fuori luogo, poi, parlare di sicurezza: i dati del sistema di farmacovigilanza dell'AIFA mostrano semmai che i biosimilari presentano un numero di reazioni avverse inferiore rispetto all'originatore. E' davvero sorprendente che chi meritoriamente si batte per migliorare l'accesso alle cure e la loro qualita' non veda come il biosimilare sia la chiave per allargare la platea dei pazienti trattati. La platea dei pazienti trattati, non i profitti di qualcuno''.

com-mpd/

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Bancarotta
Bancarotta, a Reggio Calabria 7 ordinanze cautelari
Cucchi
Cucchi, pm contesta omicidio preterintenzionale a 3 carabinieri
Immigrati
Naufragio nel Mediterraneo, a Trapani 38 superstiti e 4 vittime
Maltempo
Abruzzo ancora al buio, duecentomila persone senza corrente
Altre sezioni
Salute e Benessere
Salute: nuovi Lea in arrivo. In vigore dopo pubblicazione su G.U.
Motori
Moto, Ducati e Diesel insieme per una Diavel post-apocalittica
Enogastronomia
Nel 2016 consumi alimentari fuori casa +1,1%, domestici -0,1%
Turismo
Nel 2016 Roma è stata la meta italiana preferita dagli europei
Energia e Ambiente
L'Enel porta energia "verde" all'ambasciata italiana di Abu Dhabi
Moda
Moda, nasce Brandamour, nuovo polo del lusso Made in Italy
Scienza e Innovazione
Nell'Universo ci sono almeno due trilioni di galassie
TechnoFun
Rischi del web, ecco le 8 truffe che colpiscono gli italiani
Sistema Trasporti
Dal 26 marzo al via i nuovi voli da Milano-Malpensa