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pubblicato il 21/mar/2011 16:30

Libia/ Rimorchiatore sequestrato, angoscia fratello marittimo

Antonio Colantonio: Da giorni non lo sento, era preoccupato

Libia/ Rimorchiatore sequestrato, angoscia fratello marittimo

Napoli, 21 mar. (askanews) - Da tre giorni vivono nell'angoscia per la sorte del loro congiunto e sperano di avere notizie positive al più presto. Sono i familiari di Luigi Colantonio, uno dei cinque marittimi della 'Asso 22', il rimorchiatore della 'Augusta Offshore' preso in ostaggio da uomini armati nelle acque di Tripoli. "Non sento mio fratello da tre giorni - dice Antonio Colantonio, fratello di Luigi, marittimo di Torre del Greco - viviamo nella paura e non sappiamo nulla. La società ci ha rassicurato dicendoci che stanno facendo tutto il possibile per riportarli a casa, ma per il momento siamo angosciati. L'ultima volta che ho sentito Luigi era spaventato e mi ha raccontato che alcuni soldati erano saliti a bordo della nave con le armi. Prima si erano presentati come uomini dell'autorità portuale libica, ma poi l'equipaggio ha capito che stava succedendo". Luigi Colantonio ha 34 anni e ha una bambina di 8 anni. Tutti sono in ansia per lui, compreso gli anziani genitori. "A mia mamma non abbiamo detto nulla per alcuni giorni, ma poi abbiamo dovuto farlo per paura che venisse a saperlo dalla televisione. Adesso non fa altro che piangere e pregare - spiega Antonio - Noi siamo sei figli e tre facciamo i marittimi. Anch'io lavoro per la Augusta Offshore e sono tornato da Tripoli il 4 marzo. Sono stato fortunato perché nessuno è mai salito sulla mia nave anche se già c'era aria di guerriglia. Mio fratello - aggiunge - è stato più sfortunato di me anche perché doveva tornare a casa proprio nei prossimi giorni. Noi abbiamo contratti di due mesi e lui era partito già da diverso tempo". Antonio Colantonio spende, poi, parole positive nei confronti della popolazione libica: "In tanti anni non abbiamo mai avuto problemi con quella gente. Sono sempre stati gentili così come lo siamo sempre stati noi con loro. Adesso speriamo solo di avere notizie al più presto. So che la compagnia ci ha detto di stare tranquilli e che ci ha garantito che tutti i membri dell'equipaggio stanno bene, ma io - conclude - finché non parlo con Luigi non riuscirò a essere calmo".

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