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pubblicato il 30/dic/2011 21:42

Lela Mora/ UILPA: Ha tentato il suicidio stamattina

Cerotti su naso e bocca, forse "un gesto dimostrativo"

Lela Mora/ UILPA: Ha tentato il suicidio stamattina

Roma, 30 dic. (askanews) - "Nella tarda mattinata odierna, il noto impresario attivo nel campo dello spettacolo, Lele Mora ha posto in essere un tentativo di suicidio per asfissia": è quanto riferisce in un comunicato Eugenio Sarno, segretario generale UILPA Penitenziari. Lele Mora, ricorda Sarno, è ristretto nel reparto "Nuovi Giunti" del carcere milanese di Opera, ed era già sottoposto a particolare sorveglianza. Il tentato suicidio, spiega la nota, è stato posto in essere con dei cerotti, regolarmente detenuti in cella, che Mora ha applicato su naso e bocca. "Ovviamente l'intervento dell'agente di sorveglianza è stato efficace ed immediato. Considerate le modalità più che ad un reale tentato suicidio - sottolinea Sarno - è forse più appropriato riferirsi ad un gesto dimostrativo, che non è escluso possa essere stato messo in piedi per attirare l'attenzione sulla sua vicenda processuale". In ogni caso, ricorda Sarno poi, il gesto "è solo uno dei circa 1000 tentati suicidi verificatisi in quest'anno nelle carceri italiane (di cui per circa 395 è legittimo parlare di vite salvate in extremis dalla polizia penitenziaria). Vogliamo ardentemente sperare che non sia la notorietà del personaggio a favorire l'attenzione sulle condizioni del sistema penitenziario con il suo carico di dolore, inciviltà, disumanità ed illegalità". "Occorre ricordare che dal 1 gennaio di quest'anno ad oggi sono 66 i detenuti suicidatisi in cella, circa 400 gli agenti penitenziari che hanno riportato ferite giudicate guaribili in oltre cinque giorni per aggressioni subite da parte dei detenuti, oltre 5000 gli atti di autolesionismo grave, oltre 45 le maxi risse scoppiate in vari istituti penitenziari. Numeri che da soli concretano la prepotente urgenza di fornire risposte e soluzioni cui più volte ha fatto cenno il Presidente Napolitano" prosegue Sarno. E conclude criticando "i palliativi del Governo Monti" che "ricalcano le orme dei precedenti governi. Apprezziamo la buona volontà del Ministro Severino che ha avuto il coraggio di osare, ma per incidere positivamente sulle condizioni detentive occorrono interventi strutturali. Non bastano i pannicelli caldi che è facile prevedere non porteranno ad alcuna deflazione delle presenze, tantomeno svuoteranno alcun carcere. Analogamente per risolvere la grave crisi operativa e d'identità del Corpo di polizia penitenziaria bisogna assumere immediatamente non meno di 6mila agenti. Ricordiamo che nel 2001 quando fu decretato l'organico del Corpo erano in servizio circa 43mila baschi blu e nelle celle erano presenti non più di 45mila detenuti. A distanza di dieci anni, con diversi nuovi istituti nuovi aperti e molti padiglioni riattivati ed una popolazione detenuta che supera le 68mila unità gli agenti penitenziari presenti sono circa 37500, di cui oltre tremila impiegati in strutture non detentive. Ogni ulteriore commento ci pare ultroneo ed inutile".

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