martedì 17 gennaio | 18:44
pubblicato il 20/set/2013 18:34

Lazio: Regione, nessuna interruzione dell'attivita' venatoria

(ASCA) - Roma, 20 set - ''L'ordinanza presentata dal Tar del Lazio non dispone l'interruzione dell'attivita' venatoria, ma accoglie parzialmente il ricorso presentato dalle Associazioni ambientaliste (WWF, Lega Antivivisezione, Lega Abolizione della Caccia, Lega Ambiente, ENPA e LIPU), determinando la sospensione di caccia per alcune specie''. Lo comunica in una nota l'Ufficio Stampa della Regione Lazio.

''L'effetto dell'Ordinanza del Tar riguarda - si legge - la posticipazione dell'attivita' venatoria al 2 ottobre per le seguenti specie: alzavola, beccaccino, canapiglia, codone, fagiano, fischione, folaga, frullino, gallinella d'acqua, gazza, germano reale, ghiandaia, lepre europea, marzaiola, mestolone, moriglione, pavoncella, porciglione, quaglia.

Mentre rimane confermato l'inizio dell'attivita' venatoria per la data del 2 ottobre, come gia' previsto dal calendario approvato dalla Regione Lazio per le seguenti specie: beccaccia, cesena, colombaccio, cornacchia grigia, starna, tordo bottaccio, tordo sassello e allodola. Per quest'ultima il carniere complessivo della stagione viene limitato a 50 capi, mentre viene confermato il carniere giornaliero gia' previsto di 10 capi''. Come spiega la Regione ''sempre per effetto dell'ordinanza del Tar, il merlo e la tortora restano cacciabili dal 21 al 30 settembre, esclusivamente nella forma di appostamento fisso con un carniere giornaliero massimo di 5 capi per cacciatore. Inoltre, fino alla data del 2 ottobre, la stagione venatoria resta aperta con le modalita' previste dal calendario, relativamente al coniglio selvatico e alla volpe. Per il capriolo, il cervo, il cinghiale, il daino e il muflone, valgono le previsioni gia' disposte dalla programmazione regionale. L'ordinanza del Tar e' stata immediatamente comunicata alle Province, mentre sin da oggi e' possibile consultare dal sito regionale dell'agricoltura www.agricoltura.regione.lazio.it le variazioni alle disposizioni dell'esercizio venatorio. Questo del Lazio - conclude la nota - segue ai ricorsi gia' accolti dalla giustizia amministrativa delle regioni come la Campania, la Sardegna, il Piemonte, l'Abruzzo e l'Umbria. Pur ritenendo il calendario venatorio del Lazio il frutto di una sintesi di pareri e richieste espressi dai protagonisti del territorio, dai rappresentanti del mondo venatorio e da quelli delle associazioni ambientaliste, dalle Organizzazioni agricole, non ultimo dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), prendiamo atto di quanto contenuto nell'Ordinanza e procediamo valutando tutte le possibili azioni da intraprendere''. bet/gc

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