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pubblicato il 25/feb/2014 09:53

Lavoro: Coldiretti, 1 giovane su 4 farebbe lo spazzino o pony express

Lavoro: Coldiretti, 1 giovane su 4 farebbe lo spazzino o pony express

(ASCA) - Roma, 25 feb 2014 - Nel 2014 quasi un giovane su quattro (23 per cento) accetterebbe un posto da spazzino, il 27 entrerebbe in un call center e il 36 per cento, pur di lavorare, farebbe volentieri il pony express.

E'quanto emerge - riferisce una nota - dalla prima analisi Coldiretti/Ixe' su ''Crisi: i giovani italiani e il lavoro nel 2014'', presentata all'Assemblea elettiva di Giovani Impresa Coldiretti dalla quale si evidenzia una grande flessibilita' delle giovani generazioni nel tempo della disoccupazione record. Forse anche troppo, come conferma il fatto che - sottolinea Coldiretti - un giovane su tre pur di lavorare e' disposto ad accettare un orario piu' pesante con lo stesso stipendio (33 per cento), ma anche, in alternativa, uno stipendio inferiore a 500 euro a parita' di orario (32 per cento). Nonostante tutto, pero', resta solido l'obiettivo italico del posto fisso che se si potesse scegliere sarebbe preferito dal 46 per cento dei giovani, anche se in calo del 7 per cento rispetto allo scorso anno. In questo ambito - precisa Coldiretti - tiene il mito del dipendente pubblico al quale ambisce il 34 per cento dei giovani. Tra chi ha gia' trovato un lavoro si registrano - continua l'organizzazione di categoria - livelli molto alti di soddisfazione anche per il confronto con le difficolta' dei coetanei. Il 63 per cento e' tutto sommato soddisfatto perche' il lavoro lo appassiona (25 per cento), perche' offre opportunita' di crescita professionali (22 per cento) ma anche perche' consente di curare altri interessi (16 per cento) mentre appena l''11 per cento e' soddisfatto del lato economico. Ad evidenziare la criticita' del rapporto tra scuola e mondo del lavoro e' il fatto che - sottolinea Coldiretti - solo il 30 per cento dei giovani fa un lavoro totalmente coerente con gli studi, mentre il 23 per cento lo fa solo in parte. ''C'e' un forte spirito di sacrificio nelle nuove generazioni, ma anche la consapevolezza di grandi difficolta' da superare che non devono trasformarsi in rassegnazione'', ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare che ''una spinta decisiva deve partire dalla scuola che deve saper alimentare una nuova cultura imprenditoriale e del lavoro fondata su bisogni veri e su asset vincenti su cui puo' contare il Paese''.

com-stt

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