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pubblicato il 11/mag/2012 18:53

Lavitola/ Ai pm: vi spiego i retroscena dell'accordo a Panama

"L'elicottero come tangente? Pura fantasia".

Lavitola/ Ai pm: vi spiego i retroscena dell'accordo a Panama

Napoli, 11 mag. (askanews) - Ai pm che gli chiedono chiarimenti sull'ipotesi di una presunta tangente a esponenti del governo panamense, Valter Lavitola, nell'interrogatorio del 5 maggio scorso, nega che l'incontro tra Velocci e il figlio del presidente panamense fosse stato preso per concordare tangenti e nega anche che l'elicottero promesso in cambio dell'appalto, poi saltato, per la realizzazione di un ospedale fosse una sorta di tangente. "...che Agusta potesse dare una tangente donando un elicottero personalmente al presidente (il presidente del governo di Panama, ndr) supera qualsiasi fantasia", sostiene Lavitola "...come avrebbe potuto fare Finmeccanica,o in qualunque fase, come dice Capriotti, a recuperare la somma da Agusta?. Neanche un mago poteva riuscirci". La trattativa per le carceri, a dire di Lavitola, saltò per altri motivi. La Svemark, la ditta titolare della tecnologia per la realizzazione delle carceri modulari a Panama, fece, secondo quello che racconto Lavitola, una richiesta di 200 milioni per la costruzione di tre strutture. Successivamente il governo abbassò la cifra a 150 milioni per quattro strutture. "Io mi recai lì con Velocci - dice - , spiegai che la differenza tra realizzare tre carceri e quattro erano le opere civili che erano almeno 25 milioni di euro e che quell'importo doveva essere messo sul costo dei lavori". Tra le opere sarebbe dovuto rientrare anche l'ospedale. "Francamente sapevo che loro l'ospedale non lo avrebbero realizzato perché con quei soldi là non era possibile...però io contavo, e ci sarei forse anche riuscito, a che perlomeno dieci milioni li avrebbero potuti mettere, un 50% dell'ospedale". Lavitola racconta di averne parlato all'allora ministro di Panama e al presidente, proponendo di pagare un anticipo del 30% sui lavori anziché del 15. "C'era l'accordo tra me e Caprio...tra me e Velocci a che le opere civili le facesse Oruna. Le opere civili erano circa 60 milioni con un margine di utile intorno al 20% che significa 12 milioni. Li avremmo divisi al 50% io e Oruna". "In maniera occulta?" chiedono i pm. "Sì li avrei divisi in maniera occulta...o comunque sia, con un contratto di consulenza o montando una mia società, era tutto da decidere".

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