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pubblicato il 09/mag/2013 15:10

Lasciato all'incuria il casolare in cui morì Peppino Impastato

Il fratello: "Fatene un luogo di memoria contro le mafie

Lasciato all'incuria il casolare in cui morì Peppino Impastato

Cinisi, (askanews) - Un rudere pieno di calcinacci e pietre vicino ai binari della ferrovia. E' quanto resta del luogo in cui stato ucciso Peppino Impastato, il giovane attivista che dalle frequenza di Radio Aut ebbe il coraggio di sfidare la mafia chiamandola per nome e cognome e per questo venne ucciso a 30 anni, il 9 maggio del 1978. Il fratello Giovanni e con lui tutti quelli che vogliono preservarne la memoria chiedono che questo luogo diventi un simbolo. "Come si fa a ridurre un luogo di memoria in questo modo?". A sostegno del progetto sono state raccolte 30mila firme che verranno consegnate in Regione per chiedere che il casolare venga espropriato, ristrutturato e reso un luogo di memoria e ricordo di Peppino e di tutte le vittime della mafie.

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