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pubblicato il 04/ott/2013 12:00

Lampedusa/ Unhcr: tra superstiti 40 minori non accompagnati

"Sono esausti e in stato di choc"

Lampedusa/ Unhcr: tra superstiti 40 minori non accompagnati

Roma, 4 ott. (askanews) - Tra i 155 del tragico naufragio di un barcone carico di migranti a Lampedusa, tutti di nazionalità eritrea tranne un tunisino, si contano 40 minori non accompagnati e 6 donne. Lo riferisce l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. "Sono esausti e in stato di choc", ha raccontato un operatore dell'Unhcr sull'isola, dove gli sforzi oggi si sono concentrati sull'assistenza ai sopravvissuti della tragedia. I corpi recuperati sono finora 111 mentre molte altre persone sono ancora disperse, molte forse intrappolate all'interno dell'imbarcazione. Coloro che hanno perso la vita probabilmente non sapevano nuotare o sono rimasti intrappolati nella parte inferiore della barca, stipata all'inverosimile, spiegano gli operatori dell'Alto Commissariato. Mentre "i sopravvissuti intanto sono stati traferiti nel vicino centro di accoglienza, già sovraffollato per la presenza di circa mille persone arrivate via mare in precedenza". Gli operatori Unhcr li incontreranno oggi per informarli sulle procedure d'asilo. Questa mattina inoltre è arrivato sul posto personale aggiuntivo dell'Agenzia, mentre la Croce Rossa fornirà loro counseling. In base a quanto raccontano gli stessi sopravvissuti - ha inoltre riferito l'Unhcr - l'imbarcazione sulla quale viaggiavano ha lasciato le coste libiche con a bordo 500 persone. La maggior parte di loro si è imbarcata a Misurata, gli altri più a ovest, nella località di Zuwara. Mentre si avvicinavano alle coste italiane, nelle prime ore di ieri, il motore della barca si è arrestato. "Speravano di essere visti e soccorsi - aggiungono i sopravvissuti - ma dei pescherecci sono passati senza prestare aiuto" e hanno quindi dato fuoco a vestiti e coperte per attirare l'attenzione dei soccorritori, finché il battello non è stato effettivamente notato da un'imbarcazione turistica che ha lanciato l'allarme. La Guardia Costiera italiana è poi giunta sul posto per soccorrerli. "C'è qualcosa di sostanzialmente sbagliato in un mondo nel quale le persone bisognose di protezione devono ricorrere a queste pericolose traversate", ha dichiarato oggi l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Antonio Guterres, sottolineando: "Questa tragedia deve servire da campanello d'allarme". " senz'altro necessaria una cooperazione internazionale più efficace, che comprenda un giro di vite sui trafficanti garantendo al tempo stesso la protezione delle loro vittime", ha aggiunto Guterres, concludendo: "Ciò mostra quanto sia importante per i rifugiati disporre di canali legali per accedere a territori nei quali possono trovare protezione".

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