mercoledì 18 gennaio | 11:33
pubblicato il 06/ott/2014 18:01

Laboratorio fantasma all'Istituto superiore sanità, arriva la GdF

Lorenzin: indagine urgente per accertare eventuali responsabilità

Laboratorio fantasma all'Istituto superiore sanità, arriva la GdF

Roma, 6 ott. (askanews) - Su mandato della Procura della capitale (pm Giorgio Orano) il Nucleo Tributario della Guardia di Finanza di Roma ha perquisito alcuni uffici dell'Istituto superiore di Sanità. La Procura ha infatti deciso di aprire un fascicolo sul "laboratorio fantasma" all'Iss che certifica la sicurezza di dispositivi che vengono impiantati nel corpo (come ad esempio pacemaker e defibrillatori). Le indagini della Finanza sono coordinate dal colonnello Cosimo di Gesù, lo stesso nominato da Raffaele Cantone a coordinare il personale della GdF per il controllo sugli appalti di Expo 2015. Sulla vicenda il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha disposto l'avvio di "un'indagine amministrativa urgente per accertare l'effettivo svolgimento dei fatti, il rispetto delle procedure di legge ed eventuali responsabilità".

Lorenzin, ha fatto sapere il ministero della Salute in una nota, "ha chiesto pertanto al Commissario straordinario dell'Istituto Superiore di Sanità Gualtiero Ricciardi di effettuare un audit interna urgente, di riferirne gli esiti al Ministero vigilante e di assumere senza indugio ogni iniziativa, anche di tipo giurisdizionale, per garantire il buon andamento dell'azione dell'Istituto".

"Con decreto del Ministro Lorenzin del 10 luglio u.s. l'Istituto Superiore della Sanità è stato già commissariato, con azzeramento del consiglio di amministrazione e del comitato scientifico. All'esito degli accertamenti compiuti dal Commissario straordinario dell'Iss, il Ministro della Salute assumerà a sua volta ogni iniziativa necessaria per garantire il rituale svolgimento delle funzioni".

La decisione della Procura di Roma arriva dopo la denuncia ieri della trasmissione di Rai Tre "Report". Nelle immagini trasmesse in esclusiva si vedeva un laboratorio in stato di abbandono con macchinari rotti, vecchi e inutilizzati. Inoltre, dalla documentazione in possesso di Report, emergeva anche che l'Istituto superiore di sanità era a conoscenza che il laboratorio non funzionava già dal settembre 2010, quando, con uno scambio di lettere protocollate, un ingegnere incaricato di migliorare l'efficacia dei controlli sulla sicurezza dei pacemaker, rinunciava all'incarico perché impossibilitato a svolgere le attività previste, "in quanto il laboratorio, a causa delle condizioni in cui è ridotto, di fatto non esiste".

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